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I funerali di Filippo Mountbatten, duca di Edimburgo: una lezione per un mondo trash

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I funerali di Filippo Mountbatten, duca di Edimburgo: una lezione per un mondo trash

Diego Torre

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mercoledì 21 Aprile 2021 - 10:49
I funerali di Filippo Mountbatten, duca di Edimburgo: una lezione per un mondo trash

I funerali del principe Filippo sono stati per tanti di noi un’inaspettata lezione di stile. Ne abbiamo colto l’incisività dalle immagini del funerale (privato ma non troppo). 

Abbiamo constatato la regia dell’illustre defunto che ha definito per tempo i particolari dell’evento: le musiche della Marina Militare tanto amata, in cui aveva servito validamente per anni, anche durante la seconda guerra mondiale; gli inni della tradizione religiosa ortodossa in cui il principe nacque e visse fino al matrimonio con la regina Elisabetta; l’uso dell’amata Land Rover modificata per l’occasione in carro funebre su progetto dello stesso duca di Edimburgo; lista ristretta dei partecipanti (e non soltanto per il covid); una bara di quercia inglese rivestita di piombo, realizzata per lui più di 30 anni fa, coperta dallo stendardo del duca e sormontata dal cappello e dalla sciabola di ufficiale della Royal Navy.

L’arciprete di Windsor, David Conner ha detto: “Siamo qui oggi nella Cappella di San Giorgio per consegnare nelle mani di Dio l’anima del suo servo, il principe Filippo, duca di Edimburgo … Siamo stati ispirati dalla sua incrollabile fedeltà alla regina, dal suo servizio alla nazione e al Commonwealth, dal suo coraggio, dalla sua forza e fede”.

La signorile eleganza dei partecipanti, il rombo del cannone e l’impeccabile schieramento dei 730 militari in rappresentanza di tutte le forze armate britanniche, presenti lungo il percorso e durante la processione funebre, hanno completato il quadro.

Tanta parca solennità è stata incorniciata nel minuto di silenzio di tutti i sudditi del Regno Unito.

I dettagli sono stati accuratamente verificati dalla 95enne Elisabetta, piegata dal dolore, che ha però padroneggiato egregiamente, convinta com’è che al cordoglio per la perdita dell’uomo amato vadano comunque preposti gli obblighi del suo stato di sovrana. Una donna che ha vissuto sempre il suo carisma regale convinta che esso derivi da Dio, e vivendo al servizio, a volte eroico, del suo popolo.

Nel tempo dei disvalori, del cattivo gusto, della volgarità, del pettegolezzo, da cui non si salva neanche la royal family, quel funerale ci ha restituito stili e valori diversi. Compostezza, dignità, senso del dovere, sobria eleganza, rispetto delle tradizioni: questo la Gran Bretagna ha mostrato al mondo intero che, ammirato, si è fermato per un attimo.

Rendiamo allora grazie alla vecchia Inghilterra; e che Dio salvi la regina!

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