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Missione Paradiso, l’intervista ad Amir Tsarfati: “Sii preparato, Gesù è alle porte”

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Missione Paradiso, l’intervista ad Amir Tsarfati: “Sii preparato, Gesù è alle porte”

giovedì 01 Aprile 2021 - 16:41
Missione Paradiso, l’intervista ad Amir Tsarfati: “Sii preparato, Gesù è alle porte”

Ospite a Missione Paradiso Live, Amir Tsarfati, un ebreo cristiano che ci ha condotto dentro le pagine della Bibbia con una rivelazione fresca e chiara degli ultimi tempi e del ruolo fondamentale che rivestono i cristiani.

Enzo Incontro: Per un ebreo, cosa significa essere cristiano?

Amir Tsarfati: Io credo di essere diventato veramente un ebreo quando ho incontrato il Messia. Il peccato ci ha separati da Dio, quindi qualunque cosa portiamo davanti al Suo trono, Lui non può accettarla. Quando ho riconosciuto Gesù come mio Signore e Salvatore, ho rinnovato il canale di comunicazione tra me e il Dio di Israele e adesso comprendo le Scritture quando le leggo, perché il velo è stato rimosso dai miei occhi.

Enzo Incontro: Il 21 febbraio abbiamo assistito a un evento promosso da tutti i rabbini. In tutto il mondo è stata elevata una preghiera per la venuta del messia degli ebrei ortodossi. C’è ancora un grande conflitto fra la rivelazione di Yeshua come messia e il messia che i rabbini stanno aspettando. Noi sappiamo che il loro messia in realtà è qualcun altro e stiamo molto attenti perché crediamo che questi movimenti diano un segnale dei tempi che stiamo vivendo.

Amir Tsarfati: I rabbini dicono di essere già in contatto con questo messia, ma non si può essere in comunicazione con Gesù se non lo si è accettato come Signore. Ci saranno grandi eventi nel mondo e soprattutto in Israele, con le guerre del nord ad esempio. Una persona porterà pace, farà costruire il tempio e questa persona sarà accettata come messia. I giudei comprenderanno la verità solo quando Gesù tornerà nella sua seconda venuta, com’è scritto in Zaccaria 12 “essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto […] e lo piangeranno amaramente”. Sfortunatamente non solo i giudei stanno guardando nella direzione sbagliata, ma anche i cristiani stanno vivendo nella paura e nella confusione. C’è un nemico che sta sfruttando il fatto che le persone non conoscono la parola di Dio e questo le rende facilmente manipolabili.

Enzo Incontro: I primi due illuminati sono stati Adamo ed Eva, perché hanno accolto l’illuminazione alternativa proposta da Lucifero. Cosa ne pensi degli illuminati?

Amir Tsarfati: Quello che Lucifero ha fatto con Adamo ed Eva si può vedere fino ai nostri giorni, perché l’essere umano rifiuta la parola di Dio e volta le spalle al Suo amore. La gente non accetta la propria condizione di peccato e, di conseguenza, non accetta la soluzione che il nostro Creatore vuole offrirci. Nel giardino dell’Eden, Satana ha agito in maniera molto astuta, facendo credere all’uomo che doveva sapere cose più importanti rispetto a quelle che Dio gli aveva già rivelato. Questo conduce l’essere umano a credere che si può scegliere qualcosa di alternativo rispetto alla verità che Dio ci offre. Io non credo che le persone odiano Cristo. Semplicemente non lo conoscono e fanno un miscuglio di cristianesimo, religione e satanismo, perché vogliono sentirsi spirituali. Gli illuminati sono coloro che si ergono al di sopra degli altri, perché dicono di vedere la luce e quindi essere in grado di aggiustare questo mondo. Noi cristiani siamo così impegnati a combattere le guerre sbagliate, contro il vaccino per esempio, che non stiamo vedendo che questa élite globalista ci sta accerchiando con il grande reset, la confusione di genere, il cambiamento climatico, l’accettazione dell’unica religione mondiale. La vera battaglia per ogni cristiano è condividere la parola di Dio con il mondo prima che sia troppo tardi.

Enzo Incontro: Il nemico vuole dimostrare la sua vittoria, oltraggiando i simboli storici del Cristianesimo e cercando di tappare la bocca ai figli di Dio con leggi che vietano la libertà di espressione. Questo è proprio il momento di rialzare la testa.

Amir Tsarfati: Quello in cui viviamo adesso non è il nostro mondo; noi siamo qui come ambasciatori di Cristo. Dobbiamo prepararci per il momento in cui saremo con Lui. La vera domanda che dobbiamo farci è se abbiamo lo Spirito Santo, perché ne abbiamo davvero bisogno per combattere le vere battaglie. Uno dei libri più importanti da leggere in questo momento è l’Apocalisse. Questo libro apre gli occhi e fa comprendere quanto Dio ci ama. E’ un libro che vuole anche mostrare quanto lontano arriverà l’uomo nell’odio verso Dio, arrivando a scegliere di prendere un marchio che è una manifestazione di appartenenza alla bestia.

Enzo Incontro: A proposito di rapimento, sappiamo che esistono tre visioni su questo evento. Qualcuno afferma che vedremo tutta la tribolazione, qualcuno pensa che il rapimento sarà a metà dei sette anni e qualcun altro, e noi siamo tra questi, crede che sarà prima dei sette anni. Il popolo di Dio è sempre stato risparmiato dall’ira di Dio: Lot è uscito prima della distruzione di Sodoma; Noè e la sua famiglia sono stati salvati dal diluvio. A proposito del rapimento, quindi, cosa ti ha rivelato la Scrittura?

Amir Tsarfati: Uno dei motivi di tanta confusione è il fatto che le persone non separano quello che Dio dice a Israele, rispetto a quello che Lui dice alla Chiesa. In Matteo 24 viene descritta questa scena terribile della tribolazione, ma Gesù sta parlando di cose che caratterizzano solo i giudei. Dio ha promesso che noi non siamo destinati all’ira. In 2 Tessalonicesi 2, c’è scritto anche che ciò che sta impedendo all’anticristo di essere rivelato, deve essere tolto via prima. Finché noi siamo qui, l’anticristo non può rivelarsi. Dio ci ha fatto conoscere cosa sta accadendo nel mondo affinché non possiamo essere spaventati, ma preparati.

Enzo Incontro: Quando Gesù disse “imparate dal fico”, stava dicendo di guardare Israele, perché il fico è Israele. Cosa pensi di questo?

Amir Tsarfati: La Bibbia paragona Israele a tre alberi e ogni albero è un simbolo. L’albero di olivo e il vigneto rappresentano i privilegi spirituali di Israele e, per questo, i gentili sono stati innestati in questi due alberi, ma l’unico albero in cui non si può essere innestati è il fico, perché questo rappresenta i privilegi nazionali di Israele e ne è il simbolo. Infatti, quando Israele nel 1948 fu riconosciuto come un nuovo stato, fu in quel momento che il fico ha preso vita. Oggi la nazione di Israele sta vivendo una prosperità mai vista prima, è l’ottava nazione più potente al mondo e stiamo uscendo dalla pandemia. Siamo leader nella sicurezza cibernetica, nella cultura e abbiamo trovato nuova energia. La Bibbia promette che la generazione che ha visto il fico germogliare, è la stessa generazione che non passerà. Gesù è alle porte.

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