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Pro Vita & Famiglia, il flashmob alla Rai di Roma e Milano: “Stop a un monopolio indecente e offensivo che ci costa 2 miliardi”

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Pro Vita & Famiglia, il flashmob alla Rai di Roma e Milano: “Stop a un monopolio indecente e offensivo che ci costa 2 miliardi”

lunedì 29 Marzo 2021 - 17:46
Pro Vita & Famiglia, il flashmob alla Rai di Roma e Milano: “Stop a un monopolio indecente e offensivo che ci costa 2 miliardi”

“Io non pago per essere offeso né per permettere che i nostri figli vengano indottrinati al gender”. Si sono tenuti a Roma e a Milano, davanti alle sedi Rai rispettivamente di Viale Mazzini e di via Sempione, due flash mob contro il (dis)servizio pubblico che ritiene di mettere in scena delle “esibizioni” blasfeme e oltre il limite della decenza, o di indottrinare i nostri figli al gender.

Il flashmob si è tenuto con interventi di personalità politiche come il senatore Maurizio Gasparri, il senatore Lucio Malan e Il capogruppo Maurizio Politi al consiglio comunale di Roma. A Milano, invece, il consigliere regionale Max Bastoni e il consigliere Filippo Bianchi”: si apre così la nota di Pro Vita e Famiglia, onlus organizzatrice delle proteste contro la Rai.

La seconda manifestazione, simbolicamente più rilevante ed anche più partecipata, è stata anche l’occasione per consegnare ai vertici dell’emittente di Stato oltre 100.000 firme, raccolte in pochi giorni, contro appunto l’indottrinamento Lgbt che, per la verità da tempo, la Rai sta portando avanti a scapito sia dei contribuenti, ai quali viene chiesto di versare il canone – e non di tesserarsi informalmente ad Arcigay -, sia dei più piccoli, che vengono esposti a messaggi quanto meno di parte.

La manifestazione di Pro Vita e Famiglia alla Rai

“Il canone costa agli Italiani complessivamente 2 miliardi. Lo Stato versa un contributo “per l’adempimento degli obblighi del contratto di servizio”, che per il 2019 e il 2020 è stato fissato in 40 milioni di euro. Cifre esorbitanti per vedere cosa? Il sacrilegio di Achille Lauro che a Sanremo si presenta con il Sacro Cuore di Gesù, Fiorello incoronato di spine o per ascoltare le favole per bambini a “Oggi è un altro giorno”, il programma condotto da Serena Bortone, stravolte, con la bella addormentata presentata in salsa lesbo” ha continuato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia.

“Una Rai che comunque guadagna anche dalla pubblicità, da eventuali contratti o convenzioni e dalla vendita di beni e servizi, può a questo punto camparsi da sola e diventare una tv commerciale? Tutti questi miliardi non andrebbero spesi meglio, per i poveri, i disabili e per tutte le persone alla fame? Tutto questo accade in un momento in cui le famiglie devono affrontare una grave crisi economica e devono ritrovarsi in bolletta la tassa da pagare per sentirsi umiliate, non rispettate e per volgarità e messaggi scandalosi oltre che blasfemi. No grazie. Con la petizione, che ha raggiunto in pochi giorni un successo esorbitante di oltre 100.000 mila firme, intendiamo dichiarare guerra a chi non fa che offendere e denigrare la maggioranza degli italiani!” ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente della onlus.

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