x

Selezionati per te (1 di 1 articoli):

<< >>

Tomás Guzmán, l’addio al calcio per seguire la parola di Dio: “Oggi sono un pastore evangelico”

Voce Contro Corrente

Tomás Guzmán, l’addio al calcio per seguire la parola di Dio: “Oggi sono un pastore evangelico”

venerdì 26 Marzo 2021 - 12:36
Tomás Guzmán, l’addio al calcio per seguire la parola di Dio: “Oggi sono un pastore evangelico”

Dal campo di calcio alla passione per la parola di Dio e i più bisognosi. Il calciatore Tomás Guzmán, intervistato da Tuttomercatoweb.com, racconta la sua esperienza di fede e il radicale cambiamento che questa ha comportato.

Tomás Guzmán: “Oggi sono un pastore evangelico”

Approdato da giovanissimo alla Juventus nel 2000, dopo un lungo soggiorno in Italia, Tomás Guzmán è tornato in Paraguay ormai da otto anni. Tre anni di calcio lo hanno visto in finale di Copa Libertadores con l’Olimpia e poi nel 12 de Octubre e Sportivo San Lorenzo.

“Abbiamo iniziato a fare alcune riunioni con alcuni fratelli, seguendo la parola di Dio – ha raccontato l’ex calciatore -. Sono cinque anni che mi dedico a tempo pieno a guidare assieme ad altri fratelli le chiese locali. Predichiamo la parola di Dio“.

L’addio al calcio per seguire la parola di Dio

Nato in una famiglia cristiana, Tomás Guzmán racconta di essere stato colpito, all’età di 9 anni, dallo spettacolo teatrale di un gruppo di missionari americani: “Le porte del cielo e le fiamme dell’inferno”.

“Ricordo che a un certo punto queste persone ci avevano chiesto di deciderci per la salvezza e in quel momento aprii gli occhi, perché se non avessi deciso per il Signore avrei aperto le porte dell’inferno. Del resto il tempo del Signore è vicino, i segnali della parola di Dio si stanno compiendo. Dobbiamo proclamare la salvezza di Gesù”.

Poi ha aggiunto: “Intendo che il Signore sta per ritornare. Lui ha detto che sarebbe ritornato al Padre per tornare sulla Terra per ristabilire il suo regno e giudicare. Per la resa dei conti. Chi decide di aprire il suo cuore, accettando Gesù come signore salvatore ha la possibilità dalla salvezza“.

A Fernando de la Mora, inizialmente si riuniva un gruppo di una quindicina di persone circa. Ora sono diventate un centinaio. Una vera e propria chiesa, di cui Guzmán è uno dei pastori.

“Un cristiano vero starà scomodo in qualsiasi contesto in questo mondo”

Un mondo molto diverso da quello del calcio. Guzmán stesso racconta: “Sono due mondi opposti, ho visto compagni che si sono venduti le partite, per l’amore per il denaro. Ho messo a dura prova la mia fede nel mondo del calcio ma ho aiutato dei ragazzi che avevano un vuoto dentro, nonostante i soldi”.

La realtà, tuttavia, è che “Un cristiano vero si troverà scomodo in qualsiasi contesto in questo mondo. Se vi sono dei credenti che si trovano a loro agio in questo mondo, evidentemente non sono consacrati”. L’ex calciatore precisa, infatti, che il problema non è il mondo del calcio in sé, ma la società odierna in generale.

Nonostante le condizioni non sempre facilissime, il giovane credente è riuscito a parlare a molti calciatori di Gesù. Tra questi, Nicola Legrottaglie la cui esperienza di fede oggi è molto conosciuta.

Membro di “Atleti di Cristo”, Guzmàn racconta: “Lo sport è un mezzo per poter servire Dio. Voglio chiarire che alcuni che dicono di essere cristiani in verità non lo sono: non è che se alzi le mani al cielo sei cristiano. Il Signore è stato molto chiaro: entra nel regno dei cieli chi fa la volontà di Dio“.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta