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Giuseppe e la resurrezione del Padre: un modello a cui ispirarsi

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Giuseppe e la resurrezione del Padre: un modello a cui ispirarsi

Diego Torre

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giovedì 25 Marzo 2021 - 10:48

Ciò spiega tante insicurezze, tante fragilità, tante follie commesse dagli adolescenti (e non solo), figli di generazioni che hanno “ucciso” la figura del padre e non sanno di conseguenza incarnarne il ruolo. Recita la Patris Corde: «Nella società del nostro tempo, spesso i figli sembrano essere orfani di padre. Anche la Chiesa di oggi ha bisogno di padri. È sempre attuale l’ammonizione rivolta da San Paolo ai Corinzi: “Potreste avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri” (1 Cor 4,15); e ogni sacerdote o vescovo dovrebbe poter aggiungere come l’Apostolo: “Sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo”. Sì, perché anche nella Chiesa mancano i padri, ovvero pastori che abbiano cuore di padre e che siano percepiti come tali dai fedeli.

E chi meglio di Giuseppe incarna ed indica il modello a cui ispirarsi?

Innanzitutto l’obbedienza assoluta alla volontà divina che va cercata e trovata, anche con fatica, pronti ad abbandonare ogni personale convinzione, consci della propria limitatezza, in vista del bene più alto. Poi un amore generoso fino al sacrificio; tenero e forte allo stesso tempo, che ispiri fiducia filiale nell’amato. Poste tali premesse, bisogna che vi sia poi una disposizione risoluta alle scelte e all’azione, con coraggio, audacia, fantasia e tutto il sudore necessario. E questo lasciando al figlio la libertà necessaria alla sua crescita, stando nell’ombra (ma presente e vigile), senza eccessi di protagonismo, donandosi senza attesa terrena di ricompensa. Tutto ciò Giuseppe fece con Gesù; è la sintesi dei 7 punti di Patris Corde; le giuste indicazioni per chiunque “si assume la responsabilità della vita di un altro,[ed] in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti.” Padri, sacerdoti, educatori, politici, imprenditori; ovvero tutti coloro che esercitano l’autorità, ricordando che “non c’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono istituite da Dio”(Rm 13,1). Guai a chi fa un cattivo uso di tale responsabilità e delle relative grazie che Dio gli ha mandato per adempierla! Che si guardi e si invochi Giuseppe, nella famiglia, nella società e nella Chiesa: ed alla morte del padre seguirà la sua resurrezione e l’avvento di una nuova cristianità. Tutto ciò è conforme all’ordine naturale e a quello sovrannaturale, ed in tali conformità stanno le premesse del suo avverarsi.

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