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Giuseppe e la resurrezione del Padre: un modello a cui ispirarsi

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Giuseppe e la resurrezione del Padre: un modello a cui ispirarsi

Diego Torre

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giovedì 25 Marzo 2021 - 10:48
Giuseppe e la resurrezione del Padre: un modello a cui ispirarsi

In questi giorni si è scritto molto su San Giuseppe e di Lui non si è detto ancora abbastanza. Il “ritardo” con cui la Chiesa se ne è occupata, approfondendone la conoscenza, viene in parte colmato soltanto negli ultimi secoli; recentemente con Patris Corde, che sin dal titolo evidenzia l’aspetto paterno del Patriarca. Ma il sensus fidei del popolo di Dio, “una sorta di «fiuto» con il quale il credente aderisce spontaneamente a ciò che è conforme alla verità della fede”(Commissione Teologica Internazionale, Il sensus fidei nella vita della Chiesa, 2014) in crescendo nei secoli, ha apprezzato e amato non solo la figura del santo, ma anche le sue virtù.
Lo Spirito Santo, che guida la Chiesa, vuole forse rimediare, con quest’anno “giuseppino”, ad una grave errore del nostro tempo: la morte della figura paterna; o almeno il suo pensionamento.

Giuseppe e la resurrezione del Padre

Il sessantotto nel suo, in parte riuscito, sforzo di demolizione ad ogni superiore riferimento ed alla stessa legge naturale, ha aggredito ogni principio di autorità: la Chiesa, lo Stato, la famiglia, soprattutto la figura del padre. L’odio diabolico verso Dio, che dilaga nel nostro mondo, non può che scagliarsi contro tutto ciò che più o meno visibilmente Lo ricorda; la figura paterna per prima. E così, alla “naturale” rivolta contro il genitore e la famiglia, istituzione “borghese” per come insegna Marx, non poteva che seguire il crollo di ogni valore di riferimento di una società che per alcuni tratti era ancora cristiana. Ai figli senza padri perché spariti o evanescenti, o nati in provetta, o figli di due omosessuali, o viventi in famiglie “allargate”, o che hanno il padre per “amico”, qualcosa di essenziale sicuramente manca.

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