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Cosa è OnlyFans, il social network pornografico e controverso dove i minori vendono il proprio corpo

GinaLoPiparo

Cosa è OnlyFans, il social network pornografico e controverso dove i minori vendono il proprio corpo

mercoledì 17 Marzo 2021 - 11:47
Cosa è OnlyFans, il social network pornografico e controverso dove i minori vendono il proprio corpo

Si chiama OnlyFans e ha conosciuto un vero e proprio boom durante il lockdown di marzo 2020. Complice la pandemia, il social network della Fenix International Limited lanciato nel 2016, ha raggiunto a maggio 2020 ben 30 milioni di utenti registrati.

Nata come piattaforma su abbonamento dove creatori di contenuti possono monetizzare il successo riscosso magari su altri social, OnlyFans raccoglie canali di cucina, di fitness e chi più ne ha più ne metta. Gli utenti si abbonano ad un canale e accedono a tutte le sue pubblicazioni. Tuttavia, ciò che ha fatto balzare in vista il nome del social è l’agghiacciante deriva che oggi esso pare assumere, complice l’assenza di rigide censure.

OnlyFans, come funziona il controverso social network

I numeri sono da capogiro. A maggio 2020 il Ceo della Fenix International Limited, Tim Stokely, aveva parlato a Buzzfeed News che di circa 200 mila nuovi utenti al giorno e da 7.000 a 8.000 nuovi creatori di contenuti.

Il boom sarebbe legato appunto ai soldi facili che il sito promette. I creatori, infatti, guadagnano sul numero di fan che si iscrivono al loro profilo per accedere magari a contenuti inediti, non disponibili sugli altri canali social gratuiti che possiedono. Dietro il pagamento di una cifra mensile, quindi, i follower possono seguire le pagine che più li attraggono.

La società, con sede a Londra, paga all’autore del materiale condiviso l’80% delle commissioni riscosse e trattiene il 20%. Da questo vengono detratte le commissioni commerciali e di elaborazione, arrivando così al 12%.

Materiale pornografico e assenza di censura

Ma perché OnlyFans sta riscuotendo così tanto successo? Lo accennavamo all’inizio. I creatori di contenuti possono condividere anche materiale esplicito sui propri profili. Foto ammiccanti e contenuti pornografici possono essere messi in rete senza il rischio di incorrere in alcuna censura.

La piattaforma racchiude contenuti di vario tipo, dal fitness alla cucina, ma naturalmente questa sua caratteristica l’ha resa appetibile ad aspiranti attori pornografici e professionisti.

Emblematico il caso di Michel Santini, intervistata dal New York Times. La ragazza ha dichiarato di essere riuscita a guadagnare, grazie ad OnlyFans, circa 8.000 dollari al mese nel giro di un anno. Intrapresa nel 2015 la sua carriera nel mondo del porno, Santini veniva pagata 400 dollari a scena. Un regista le disse che se avesse voluto guadagnarsi da vivere, avrebbe dovuto buttarsi sul mondo della prostituzione. Al New York Times la ragazza ha ribadito quindi la propria soddisfazione per i guadagni ottenuti mediante i contenuti online.

Proprio lo scorso anno, inoltre, OnlyFans ha annunciato la partnership con Demon Time Social Media. Lo scopo era quello di dar vita ad un night club virtuale mediante la funzione live a doppio schermo.

Furto di contenuti

Tuttavia, sebbene l’assenza di censure e i guadagni facili sembrino attrarre gli utenti, non mancano i casi in cui si siano rivelati solo degli specchietti per le allodole. Riuscire a guadagnare le somme da capogiro citate richiede infatti non solo tempo ma anche fortuna. Non è così semplice come sembra.

La piattaforma non pare offrire inoltre alcuna protezione ai contenuti postati. Spectator ha raccolto, ad esempio, la testimonianza di una iscritta ad OnlyFans, che ha condiviso i propri contenuti sentendosi al sicuro rispetto ad altre piattaforme come Pornhub. Amara la scoperta della condivisione di una delle proprie foto in topless su un altro sito porno da parte di uno dei suoi principali clienti.

OnlyFans non ha risposto a nessuno dei suoi reclami. Alla fine, la donna ha deciso di rimuovere l’account. Il furto dei contenuti non è raro sulla piattaforma. Gli abbonati scaricano foto e video e li pubblicano altrove senza il consenso dei creatori.

OnlyFans, dove i minori vendono il proprio corpo

Un altro gravissimo problema ha a che fare con l’età dei creatori dei contenuti. La politica di OnlyFans prevede che gli utenti del sito abbiano almeno 18 anni, in linea con la legge inglese. Tuttavia, non è raro trovare contenuti postati da minori, attratti dai facili e lauti guadagni che il sito promette.

Il recente documentario BBC #Nudes4Sale ha gettato luce su un vero e proprio mercato di questo tipo, mostrando che il numero di under 18 che vendono contenuti espliciti è in netto aumento. Non si tratta solo di OnlyFans ma anche di social network come Twitter o Snapchat Premium.

Secondo il documentario della BBC, un terzo degli utenti di Twitter che etichettano i propri contenuti con hashtag quali “nudes4sale” o “buymynudes” ha meno di 18 anni. L’analisi è stata condotta mediante tecnologia di riconoscimento facciale.

Le due piattaforme social hanno subito ribadito la propria posizione. “Tolleranza zero per qualsiasi materiale che includa o promuova lo sfruttamento sessuale di minori”, ha dichiarato Twitter, annunciando approfondimenti ulteriori sugli account elencati nel documentario.

Dello stesso avviso Snapchat: “Vietiamo severamente gli account che promuovono o distribuiscono contenuti pornografici. Non analizziamo il contenuto degli account privati, ma cerchiamo continuamente modi per trovare e rimuovere questi account, comprese le discussioni con altre piattaforme come Twitter”.

OnlyFans ha dichiarato alla BBC: “Esaminiamo costantemente i nostri sistemi per assicurarci che siano il più robusti possibile. Se veniamo avvisati di qualsiasi persona minorenne che ha ottenuto o ha tentato di ottenere un accesso illegittimo alla piattaforma, adotteremo sempre misure immediate per indagare e sospendere l’account“.

Come i minori riescono a postare su OnlyFans

Secondo quanto stabilito da OnlyFans nel maggio 2019, un nuovo procedimento di verifica dell’account prevede che il creatore di contenuti fornisca un selfie insieme al proprio ID e per dimostrare la propria identità. Tuttavia, la BBC ha riportato diversi casi di minori che sono riusciti ad iscriversi con ID di altri utenti.

Attratti dal denaro e da un meccanismo che sembra facile e vantaggioso, adolescenti mettono in rete materiale pornografico che può essere facilmente rubato e utilizzato altrove. Senza alcune tutela, contro la legge, andando incontro a rischi serissimi. Ma forse, più di ogni altra cosa, sarebbe necessario riflettere sul perché un ragazzo decide di vendersi per denaro, di mettere in piazza la propria intimità per acquisire somme, che anche se fossero da capogiro, non sarebbero mai abbastanza davanti al suo valore. Forse occorrerebbe riflettere sui valori e le fragilità di una generazione che non smette di apparire sempre più vulnerabile.

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