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Sicilia nuovamente in zona arancione da lunedì 15 marzo, Musumeci: “Tanta amarezza”

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Sicilia nuovamente in zona arancione da lunedì 15 marzo, Musumeci: “Tanta amarezza”

sabato 13 Marzo 2021 - 09:20
Sicilia nuovamente in zona arancione da lunedì 15 marzo, Musumeci: “Tanta amarezza”

Da lunedì 15 marzo la Sicilia tornerà in zona arancione. Lo ha deciso il governo nazionale nel nuovo decreto che ha portato dieci regioni in rosso, mentre tutte le altre in arancione. Non l’ha presa bene il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.

“Il governo nazionale ha deciso che anche la Sicilia da lunedì entrerà in zona arancione. Provoca tanta amarezza questa decisione adottata con un decreto legge, a cui non possiamo assolutamente opporci, nonostante i dati della Sicilia siano confortanti. Abbiamo infatti parametri in linea con una condizione di non emergenza, ci sono meno ricoveri in terapia intensiva, anche se negli ultimi giorni sono aumentati i contagi. È un provvedimento adottato per prudenza, e però ci fa tanta rabbia”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ha aggiunto. “Se accanto a questo provvedimento il governo si preoccupasse di affrettare la concessione delle misure di sostegno agli operatori economici, almeno limiteremmo i danni. Utilizziamo questi giorni per far procedere velocemente la campagna vaccinale, perchè tutti hanno diritto a tornare il prima possibile alla normalità”.

Sicilia in zona arancione dal 15 marzo, la nota di Confcommercio

Da lunedì la Sicilia tornerà in zona arancione e “con una incidenza dei contagi di circa 80-100 per ogni 100mila abitanti Confcommercio Sicilia – si legge in una nota – non ci sta”.

“Siamo ben lontani – dice il presidente regionale Gianluca Manenti – dai 250 contagi per ogni 100mila abitanti per passare alla fascia di rischio successiva. Stiamo, dunque, per diventare arancioni ma quando lo siamo stati, nel recente passato, le regioni gialle potevano rimanere tali con i numeri che abbiamo riportato, vale a dire 80-100 contagi per 100mila abitanti. Ci serve capire il perchè di questo ulteriore giro di vite che avrà effetti devastanti per il futuro delle nostre imprese. Molte, sul territorio regionale, rischiano di chiudere definitivamente i battenti mentre degli indennizzi promessi neppure l’ombra – conclude -. Ci rendiamo conto che è una situazione complessa. Ma le risposte attese dai governi nazionale e regionale tardano ad arrivare”.

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