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Pro Vita & Famiglia: “Riconoscere la dignità delle donne è valorizzarne le peculiarità”

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Pro Vita & Famiglia: “Riconoscere la dignità delle donne è valorizzarne le peculiarità”

lunedì 08 Marzo 2021 - 10:42
Pro Vita & Famiglia: “Riconoscere la dignità delle donne è valorizzarne le peculiarità”

“Riconoscere la dignità della donna significa valorizzarla nelle sue peculiarità”. Così esordisce il manifesto di Pro Vita e Famiglia Onlus in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Un testo che parte da uno specifico assunto: incoraggiare un’idea di “donna emancipata” perché uguale all’uomo, senza tener conto della sua femminilità, significa mortificarla.

“Vogliamo combattere le ingiuste e ignominiose discriminazioni verso le donne, vogliamo riconoscere la loro libertà di realizzarsi, secondo la loro autodeterminazione, sia nel lavoro, che come mogli e madri”, proclama Pro Vita e Famiglia.

Donne, necessario tutelarle con azioni concrete

Mettere le donne in grado di realizzarsi a 360 gradi mediante azioni concrete. Quali? «La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore», recita l’articolo 37 della Costituzione. Questo sarebbe già un primo grande passo.

Poi, sostenere le donne che accolgono la maternità. La proposta è quella di aumentare il congedo obbligatorio fino ad un anno e sostenendo i datori di lavoro perché possano offrire alle mamme che lo desiderano forme di lavoro flessibili. D’altronde sempre l’articolo 37 della Costituzione recita: «Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata
protezione».

Difesa della salute: un’informazione completa

Fondamentale anche tutelare la salute delle donne, in primo luogo attraverso una informazione corretta e completa su patologie femminili e rischi connessi alle decisioni in materia di salute sessuale e riproduttiva
(IVG, fecondazione artificiale e contraccezione).

Necessario anche tutelare dalla concorrenza sleale degli uomini. “Un’atleta donna nasce donna, non diventa donna assumendo ormoni. Uomini che “si sentono donne” non possono gareggiare in categorie sportive femminili”, scrive Pro Vita e Famiglie. L’allusione è alle più recenti polemiche Usa.

Infine, stop allo sfruttamento del corpo della donna. Pornografia, tratta e pratica della maternità surrogata, che vedono la donna come un mero oggetto, non possono passare per sinonimo di progresso. Sono esattamente l’opposto!

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