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No “uomo / donna”, sì “persona”: in Francia l’ultima trovata inclusiva

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No “uomo / donna”, sì “persona”: in Francia l’ultima trovata inclusiva

lunedì 08 Marzo 2021 - 12:20
No “uomo / donna”, sì “persona”: in Francia l’ultima trovata inclusiva

Una “scrittura inclusiva” che riforma la grammatica con la presunta motivazione di combattere ogni discriminazione. La trovata linguistica dalla Francia che fa accapponare la pelle all’Accademia Francese è solo l’ultima di una lunga serie purtroppo. Le trovate “inclusive” che rasentano il ridicolo ormai si moltiplicano a vista d’occhio.

Francia, arriva la “scrittura inclusiva”

Cosa prevede questa “scrittura inclusiva”? Ogni parola dovrà poter essere declinabile in tre generi: maschile, femminile e neutro. Alla radice della parola sarà dunque aggiunto il suffisso maschile, un punto e il suffisso femminile. Per il plurale si aggiungerà un ulteriore punto e la “s” finale.

Ma, se non fosse già abbastanza, c’è di più. Le regole del linguaggio esortano a non utilizzare termini che ormai sembrano esser divenuti fonte di scandalo e disagio. Quali? “Uomo”, “donna”, ma anche quelli declinati ad un genere specifico, come “attrice” o “attore”. Meglio un generico “persona” o “artista”, non sia mai che qualcuno si offenda.

Se sono, poi, disponibili termini neutri che hanno la stessa forma per i due generi, meglio ancora. Le regole della “scrittura inclusiva” esortano a prediligerli – ovviamente.

Ad hoc per riferirsi sia agli uomini che alle donne è stato, inoltre, creato il pronome “iel” o “ille”.

Accademia Francese: “Una confusione che rasenta l’illeggibilità”

Insomma, le basi per una neolingua sono ormai gettate. Poco importa il monito dell’Accademia Francese: “La moltiplicazione dei segni ortografici e sintattici che induce si traduce in un linguaggio disunito, disparato nella sua espressione, creando una confusione che rasenta l’illeggibilità. È difficile capire qual è l’obiettivo e come potrebbe superare gli ostacoli pratici della scrittura, della lettura – visiva o ad alta voce – e della pronuncia. Ciò aumenterebbe il compito degli educatori. Ciò complicherebbe ulteriormente quello dei lettori”.

Il buon senso è ormai andato a farsi benedire, in una cieca corsa che sembra aver sbagliato la sua direzione e che ci investe tutti, senza distinzioni, in nome dell’inclusività.

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