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“Chiamatemi direttore d’orchestra”: Beatrice Venezi contro il politicamente corretto

Voce Contro Corrente

“Chiamatemi direttore d’orchestra”: Beatrice Venezi contro il politicamente corretto

sabato 06 Marzo 2021 - 20:35
“Chiamatemi direttore d’orchestra”: Beatrice Venezi contro il politicamente corretto

Una delle poche note positive di Sanremo 2021 si chiama Beatrice Venezi, la giovane donna direttore d’orchestra che ha affiancato Amadeus nella conduzione del Festival. A soli 31 anni è tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa, è anche stata uno dei giudici che ha selezionato i giovani della categoria Nuove Proposte di Sanremo 2021, di cui ieri sera si è decretato il vincitore Gaudiano.

Durante il suo intervento la Venezi ha voluto subito mettere i puntini sulle i. “Direttrice d’orchestra? No, meglio direttore“, ha precisato rispondendo a una battuta del conduttore. La frase ha fatto il giro dei social, ricevendo critiche soprattutto dal mondo del politicamente corretto.

Beatrice Venezi a Sanremo 2021: “Ciò che conta è il talento”

Intervistata da Rtl 102.5, la Venezi ha avuto modo di chiarire meglio il suo concetto.

“Quello che per me conta è il talento e la preparazione e soprattutto il ruolo, in un contesto molto tradizionalista e conservatore come quello della direzione d’orchestra e della musica classica. E’ fondamentale per una donna che non venga discriminata e chiamarla direttrice è quasi una discriminazione perchè vuol dire che non ti mettono nello stesso insieme di tutti i direttori d’orchestra, è questa la verita’”.

“La battaglia sta nella sostanza e non nella forma, per me è importante che si parli della parità di acceso a certe posizioni, della parità di salario e della parità di portare avanti ambito familiare e ambito lavorativo per le donne e per gli uomini allo stesso livello e andare a differenziare ulteriormente non porta a questo risultato, che invece dovremmo perseguire in questo momento”.

Interviene la Crusca: “Ognuno ha il diritto di esprimersi come vuole”

“Ognuno ha il diritto di essere chiamato come vuole nell’ambito della pluralità degli usi esistenti nella lingua italiana: scegliendo la definizione ‘direttore’ Beatrice Venezi ha adoperato un maschile cosiddetti inclusivo o non marcato. Una soluzione tradizionale, ben nota alla lingua italiana e che viene considerata tuttavia come una bestia nera da taluni, perchè a loro giudizio non riconosce o occulta gli avanzamenti del dibattito di genere“.

Lo ha dichiarato all’Adnkronos il professore Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca. Sul piano propriamente lessicale, ricorda Marazzini, Beatrice Venezi aveva tre possibilità per definirsi: “una più tradizionale (direttore) che però taluni accusano di essere ideologicamente arretrata; una declinata al femminile (direttrice) ed una più innovativa (direttora). Ognuno ha quindi il diritto di fare la propria scelta, ma non può pretendere di imporla agli altri in maniera assoluta, nè può pretendere che lo faccia qualche istituzione”.

Pillon: “Basta col politicamente corretto della Boldrini”

Non si è fatto attendere il commento del senatore Simone Pillon: “Bravissima Beatrice Venezi. Basta col politicamente corretto della Boldrini che cambia tutte le parole per non cambiare nulla. Bene le donne direttori d’orchestra. E chiamiamole direttori. Se lo sono meritato”.

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