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Welcome Baby USA, l’iniziativa che supporta le madri a basso reddito

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Welcome Baby USA, l’iniziativa che supporta le madri a basso reddito

lunedì 01 Marzo 2021 - 11:53
Welcome Baby USA, l’iniziativa che supporta le madri a basso reddito

Una missione di solidarietà in favore della vita. Perché spesso le donne che scelgono l’aborto lo fanno non per desiderio ma per disperazione. Davanti ad un evento non pianificato, probabile fonte di discriminazioni sul lavoro o di difficoltà economiche, diverse decidono di non portare avanti la gravidanza, pur affrontando un’esperienza traumatica e dolorosa come quella dell’aborto.

Così Welcome Baby USA ha deciso di fornire alle madri a basso reddito le cure di cui hanno bisogno per sostenerle nelle prime settimane di vita del loro piccolo.

Ogni madre riceve una scatola contenente beni necessari per un neonato. Pannolini, cremine, termometro, biberon, ciucci, vestiti e molto altro. Articoli che forse per qualcuno saranno facili da reperire, ma che non lo sono poi così tanto per chi vive situazioni di indigenza.

Welcome Baby USA, vicino alle madri a basso reddito

Welcome Baby USA è stata fondata da Sarah Steinhardt, ex produttrice di Good Morning America e World News Tonight, e da Juliet Fuisz, scrittrice e produttrice per la CNN.

“Chiediamo a tutte le madri di unirsi e sostenersi a vicenda”, hanno dichiarato le due donne. “Siamo unite dalla spinta innata a vedere i nostri bambini prosperare; siamo legati insieme dai vincoli della maternità e della sorellanza. Se sei in grado di aiutare, ora è il momento di agire. Questo è un momento di autentico bisogno e la posta in gioco aumenta ogni giorno che passa”.

Welcome Baby USA sottolinea la criticità del momento per le nuove famiglie. “I bambini privi di pannolini, salviettine, creme per le irritazioni e vestiti comodi frequentano più spesso gli studi medici e i pronto soccorso, inclinando ulteriormente l’equilibrio, esacerbando la pressione sulle risorse e aumentando il pedaggio emotivo per le neo mamme”, si legge sul sito web.

“Gli studi hanno dimostrato che le madri che non sono in grado di provvedere ai bisogni di base dei loro neonati lottano con la depressione postpartum a un tasso più elevato, sperimentano alti livelli di stress e mancano di competenza”.

La pandemia di Covid-19, con la connessa crisi dell’occupazione, ha certamente inasprito una situazione già delicata. Secondo le stime di Children Incorporated, circa 15 milioni di bambini negli Stati Uniti (il 21%) vivono in famiglie con redditi inferiori alla soglia federale di povertà. Un numero in costante aumento negli ultimi 15 anni.

Secondo la Banca mondiale, 385 milioni di bambini nel mondo vivono in povertà. 1 bambino su 4 vive in povertà pur risiedendo in quelli che sono considerati i paesi più ricchi del mondo.

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