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Eutanasia, stop (per il momento) alla legge in Portogallo

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Eutanasia, stop (per il momento) alla legge in Portogallo

giovedì 25 Febbraio 2021 - 12:26
Eutanasia, stop (per il momento) alla legge in Portogallo

Stop alla legge sull’eutanasia in Portogallo. Il presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa ha scelto di sottoporre il testo alla Corte Costituzionale.

Eutanasia, la legge in Portogallo passa alla Corte Costituzionale

Il testo ha avuto l’approvazione del Parlamento il 29 gennaio. L’esame richiesto dal Presidente verte, in particolare, su alcuni punti poco chiari.

Uno di questi sta nella depenalizzazione dell’anticipazione medicalmente assistita della morte. Questa avviene quando si risponde alla richiesta di una persona in “situazione di intollerabile sofferenza con lesioni definitive di estrema gravità o di malattia incurabile e mortale”. La situazione non appare affatto nitida, dal momento che non si specifica il legame tra tale sofferenza e le lesioni o malattie.

Il presidente sottolinea la soggettività inclusa nella norma e che “non è chiaro come questa sofferenza debba essere misurata, sia dal punto di vista esclusivo del paziente, sia dalla valutazione del medico”.

Diversi quesiti restano insoluti. I molteplici aspetti che necessitano di chiarimento hanno portato il presidente ad affermare: “Non sembra che il legislatore fornisca al medico coinvolto nella procedura un quadro legislativo minimamente sicuro che possa guidarne la prestazione”. Pazienti e medici si troverebbero in uno stato di “incertezza giuridica” su un tema più che delicato.

Cure palliative e obiezione di coscienza

Secondo Tempi, inoltre, serie problematiche interessano l’obiezione di coscienza. Nonostante questa sia riconosciuta a medici e operatori sanitari, mancano disposizioni che permettano ad un istituto di cura di escludere la pratica. Previste piuttosto sanzioni qualora non si applichino le disposizioni.

Oltretutto, come ricorda Vatican News, la Chiesa ha denunciato la situazione vigente in fatto di cure palliative. Attualmente si stima che in Portogallo possano accedervi solo il 30% dei pazienti a causa della scarsità di professionisti di questo settore.

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