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Ancora nessuna notizia sul pastore Raymond Koh, rapito quattro anni fa per la sua fede

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Ancora nessuna notizia sul pastore Raymond Koh, rapito quattro anni fa per la sua fede

lunedì 15 Febbraio 2021 - 12:50
Ancora nessuna notizia sul pastore Raymond Koh, rapito quattro anni fa per la sua fede

The Voice of the Martyrs, gruppo internazionale al servizio dei cristiani perseguitati, ha attirato l’attenzione sul caso irrisolto del pastore malese Raymond Koh. Rapito il 13 febbraio 2017, mentre guidava vicino a Kuala Lumpur, non si ha più alcuna notizia sul suo conto.

“Per quattro anni non è stato né visto né sentito. Per quattro anni, la sua famiglia ha sofferto, preoccupato e lottato per ottenere risposte”, ha dichiarato l’organizzazione al Christian Post.

Raymond Koh, rapito quattro anni fa per la sua fede

Raymond Koh, di etnia cinese, è il fondatore, insieme alla moglie, della Hope Community, organizzazione senza scopo di lucro a servizio dei bisognosi.

Nel 2011, le autorità lo hanno accusato di aver cercato di convertire i musulmani, cosa vietata dalla legge in Malesia.

Le accuse sono state poi ritirate, ma il pastore cristiano si è visto recapitare dei proiettili in casa come avvertimento.

Alcune telecamere di sorveglianza hanno mostrato il suo rapimento, ma né Koh né la sua auto sono mai stati ritrovati.

Una task force è stata costituita dopo che la Commissione per i diritti umani della Malesia ha scoperto, nel 2019, che il servizio di intelligence del ramo speciale della Malesia era probabilmente dietro le sparizioni di Koh e dell’attivista sociale musulmano Amri Che.

Rapito per la sua forte fede

The Voice of the Martyrs afferma che il motivo del rapimento è da rintracciarsi nella forte fede cristiana di Koh e in particolare nelle “accuse di aver evangelizzato i musulmani etnici-malesi, un crimine ai sensi del rigido codice legale islamico della nazione del sud-est asiatico”.

Lo scorso marzo, la moglie del pastore Koh, Susanna Liew, è stata premiata con l’International Women of Courage Award del Dipartimento di Stato americano. “Nonostante le molestie della polizia e le minacce di morte, continua a difendere suo marito e gli altri, non per la sua fede o la loro, ma per i loro diritti di malesi”, ha riferito un comunicato stampa del Dipartimento di Stato.

The Voice of the Martyrs nel 2019 ha lanciato una petizione per chiedere al governo malese di rivelare la verità sulla sparizione del pastore. Le firme raccolte sono più di più di 65.200 e saranno consegnate all’ambasciata malese a Washington. Realizzato anche un sito sulla vicenda.

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