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Ristori e licenziamenti, cosa potrebbe cambiare con Mario Draghi al Governo

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Ristori e licenziamenti, cosa potrebbe cambiare con Mario Draghi al Governo

venerdì 05 Febbraio 2021 - 10:08
Ristori e licenziamenti, cosa potrebbe cambiare con Mario Draghi al Governo

Con la crisi di governo e l’avvento di Mario Draghi alla carica di presidente, tutti gli italiani si chiedono cosa avverrà nel prossimo futuro sul fronte economico.

Quali misure saranno varate per condurre il Paese verso la ripresa? SkyTg24 espone considerazioni interessanti a partire dal documento di dicembre del G30 relativo a questioni di economia monetaria e internazionale. Al comitato di direzione, proprio Mario Draghi e Raghuram Rajan, ex governatore della Reserve Bank of India.

Mario Draghi: “Scelte che potrebbero cambiare le economie”

Il testo aveva avanzato alcuni suggerimenti per sostenere le aziende a seguito della pandemia.

“Stiamo entrando in una nuova era – aveva affermato Draghi alla presentazione del rapporto -, nella quale saranno necessarie scelte che potrebbero cambiare profondamente le economie“.

Gli aveva fatto eco Rajan: “Non è troppo presto per iniziare a pensare al periodo successivo alla pandemia. Noi esortiamo a pensare alla necessità di prepararci per assicurare una sostenibilità di lungo periodo” delle aziende ed “evitare danni collaterali”.

Ristori: “Non per le aziende sull’orlo del fallimento”

Trattando di aiuti, il G30 si era espresso con chiarezza: a chi è già sulla rotta del fallimento non è utile elargire aiuti.

Questi, insomma, andrebbero diretti lì dove possano realmente dar vigore ad un’impresa ed aiutarla in un momento di difficoltà, ma non verso aziende che, alla sospensione del sussidio, si spegnerebbero ugualmente.

Gli analisti avevano anche parlato di “distruzione creativa”, esortando i governi a incoraggiare trasformazioni aziendali che comporteranno la chiusura così come l’apertura di alcune imprese.

Sicuramente si tratta di una linea guida contrastante con la destinazione di 11 miliardi di euro di ristori alle imprese italiane, distribuiti senza tener conto delle loro prospettive future.

E per le aziende sul filo del fallimento? Lo Stato dovrebbe intervenire – secondo gli esperti – solo se a tale fallimento seguirebbero elevati costi sociali.

Licenziamenti, cosa potrebbe cambiare con Mario Draghi al Governo

Il G30 aveva avanzato anche un altro concetto, finora estraneo alla nostra nazione. Ai governi, infatti, era stato consigliato di incoraggiare aggiustamenti nel mercato del lavoro che avrebbero comportato cambi di azienda o settore per alcuni lavoratori. Necessari appropriati percorsi di riqualificazione e assistenza economica.

Il governo Conte II non solo ha ricorso ampiamente alla cassa integrazione ma è stato anche l’unico in Europa ad adottare il blocco dei licenziamenti fino a fine marzo.

Meno soldi per i bonus

Quanto al Recovery plan, gli esperti sottolineano la necessità di investire le risorse in ambiti che assicurino un ritorno economico e sociale maggiore. Ciò vale sopratutto per i paesi, come l’Italia, ad alto reddito pubblico.

Meno soldi per i bonus, quindi. Una tendenza già osservata nell’ultima versione del Piano Italiano per la Ripresa, risalente al il 13 gennaio. I fondi europei destinati ad investimenti erano aumentati fino al 70% del totale; ridotti bonus e incentivi.

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