x

Selezionati per te (1 di 1 articoli):

<< >>

Pfizer, in Italia il più alto numero di reazioni allergiche in Europa

Voce Contro Corrente

Pfizer, in Italia il più alto numero di reazioni allergiche in Europa

venerdì 05 Febbraio 2021 - 11:00
Pfizer, in Italia il più alto numero di reazioni allergiche in Europa

L’Italia è il Paese col maggior numero di reazioni allergiche gravi al vaccino Pfizer. A riferirlo è Il Messaggero, che riporta i dati della Banca dati europea delle segnalazioni di sospette reazioni avverse.

Pfizer in Europa: il 32% delle reazioni avverse in Italia

Al 30 gennaio sono 8.741 i casi di eventi avversi al vaccino Pfizer-BioNtech registrati in Italia. In Europa, in tutto, si parla di 26.849 casi.

Gli episodi italiani, insomma, costituiscono il 32% di quelli europei. 7.811, inoltre, si classificano come “gravi”.

La classifica delle reazioni avverse al vaccino Pfizer vede, a seguire, il Regno Unito (2.347 casi), Spagna (2.046) e Germania (1.777).

Ma quali sono le reazioni allergiche più diffuse? L’83% della fascia 18-64 anni riferisce “disturbi generali e condizioni relative all’area di somministrazione”. A seguire, troviamo “disordini al sistema nervoso” e “disturbi muscolo-scheletrici e al tessuto connettivo”.

Reazioni politiche

Il dato non ha lasciato indifferente il mondo politico. Il deputato Giuseppe Paolin (Lega) annuncia un’interrogazione al ministro Roberto Speranza.

Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale del Veneto e capo della delegazione italiana al Comitato Europeo delle Regioni, porterà a Bruxelles il problema.

L’occasione sarà quella della video conferenza sulla strategia vaccinale. Tra i partecipanti anche Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Oms.

Perché questi dati?

La lettura di questi dati necessita di qualche chiarimento. Il report Aifa del 4 febbraio, innanzitutto, parla di 7.337 segnalazioni “su un totale di 1.564.090 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 469 ogni 100.000 dosi), di cui il 92,4% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari”.

Sulle segnalazioni di casi gravi, il report dichiara: “Del 7,6% di segnalazioni classificate come “gravi”, per le quali è in corso la valutazione del nesso causale con i vaccini, tre su quattro non hanno richiesto intervento specifico in ambito ospedaliero. Nel periodo sono stati segnalati anche 13 decessi avvenuti nelle ore successive alla vaccinazione che, nelle segnalazioni più dettagliate e complete di dati, non sono risultati correlati alla vaccinazione e sono in larga parte attribuibili alle condizioni di base della persona vaccinata”.

La spiegazione a questa difformità di informazioni può venire dal funzionamento della farmacovigilanza in Italia. Le segnalazioni anonime possono essere comunicate attraverso il sito Vigifarmaco.it. Come sottolinea Open, è l’utente a stabilire il grado della reazione avversa senza alcun parere medico. La procedura ha anche dato luogo a scontri tra Aifa e Codacons in passato.

Insomma, oltre 7 mila in realtà sarebbero le reazioni non gravi, le quali comunque ricadono sotto lo status di “sospette” e necessiterebbero di ulteriori verifiche.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta