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La Sardegna rimane in zona arancione e presenta ricorso al Tar: “Atto di prevaricazione”

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La Sardegna rimane in zona arancione e presenta ricorso al Tar: “Atto di prevaricazione”

venerdì 29 Gennaio 2021 - 22:33
La Sardegna rimane in zona arancione e presenta ricorso al Tar: “Atto di prevaricazione”

Ricorso della Regione Sardegna al Tar contro l’ordinanza del ministro della Salute Speranza che conferma l’isola in zona arancione. L’ha annunciato il governatore Christian Solinas.

“Difendiamo i legittimi interessi e i diritti della Sardegna contro un provvedimento immotivato, che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo affliggendo la Sardegna con un nuovo insopportabile atto di prevaricazione. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo di continuare il proprio lavoro”.

Il sindaco di Cagliari: “Sembra una barzelletta”

“L’avevo detto da una settimana, è un sistema di regole che non funziona, rischia di diventare una barzelletta come le allerte, chiudiamo quando c’è il sole e apriamo quando c’è la neve”.

Così il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, intervistato dalla web radio sarda Radio Casteddu, commenta l’ordinanza del ministro della Salute Speranza che ha riclassificato la Sardegna zona arancione, nonostante i dati confortanti. “Ora chiudiamo ma siamo in una buona situazione – aggiunge Truzzu – perché se gli indicatori sono bassi dobbiamo stare in questa situazione? Anche alla luce del momento difficile delle attività economiche. Purtroppo, manca il buon senso. Lavorare oggi significa coprire le spese e sostenere il lavoro delle famiglie. E ora questa decisione rischia di essere una mazzata drammatica, oltre che un sistema che i cittadini non comprendono”.

Secondo il primi cittadino “i cagliaritani si comportano bene: ci sono pochi casi in città di persone che non rispettano le regole. Noi non possiamo dare ristori – conclude Truzzu – ma per aiutare le attività abbiamo prorogato le concessioni del suolo pubblico sino a luglio, e abbiamo spostato a marzo la scadenza sulle imposte”.

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