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Vittoria pro life nelle Marche: “No alla pillola abortiva nei consultori”

Voce Contro Corrente

Vittoria pro life nelle Marche: “No alla pillola abortiva nei consultori”

mercoledì 27 Gennaio 2021 - 13:03
Vittoria pro life nelle Marche: “No alla pillola abortiva nei consultori”

Anche le Marche si oppongono alle linee guida ministeriali inerenti l’uso della pillola abortiva RU486.

L’occasione è stata fornita dalla mozione presentata dal consigliere regionale del Pd Manuela Bora, che ha sottolineato il tasso di obiettori nella regione, che vede la somministrazione della pillola abortiva in tre centri (a Urbino, San Benedetto e Senigallia).

Marche, no alla pillola abortiva nei consultori

Dopo che l’assessore alle Pari Opportunità Giorgia Latini aveva annunciato che le linee giuda ministeriali sarebbero state esaminate alla luce della legge 194, oggi la mozione è stata bocciata.

La leghista Chiara Biondi ha sottolineato i punti in contrasto con la legge che regola l’aborto. A prevalere una linea in favore del sostegno alla natalità, come si evince dalle parole dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini.

“Forse quando si parla di diritto dovremmo prestare attenzione. Quella dell’aborto è più una facoltà, una opzione che una donna ha all’interno di un problema così complicato. Vorrei dire: la legge sull’aborto non si tocca, salvo non ci sia una maggioranza parlamentare che in questo momento non c’è. Credo che le donne abbiano il diritto di essere protette, cioè che la scelta sia consapevole“.

“Io aprirei anche ad associazioni private per il diritto alla vita – ha proseguito Saltamartini -. Perché no? È una visione che noi abbiamo. Le linee guida del ministero non modificano le norme. Se si vogliono modificare devono fare una legge oppure serve che il diritto dei giudici la interpreti in quel modo. E fino a ora questo non è avvenuto. La pillola abortiva non sarà data nei consultori, perché le linee guida non ci vincolano“.

Il commento di Pro Vita e Famiglia

Plauso da parte di Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus. “Il no alla pillola abortiva nei consultori delle Marche, come invece era stato richiesto dalla iniqua direttiva del Ministero di Roberto Speranza, non è solo la vittoria del Consiglio regionale, ma è anche il frutto del nostro impegno civile a favore della vita attraverso la nostra ultima campagna contro la Ru486 e #dallapartedelledonne”, si legge in una nota.

“Abbiamo creato un solco e trasmesso cultura per fare chiarezza e dare coraggio a tutte le persone di buona volontà e di retta coscienza. Complimenti alla maggioranza che ha lottato per questo ottimo risultato”.

“L’interruzione di gravidanza è regolata dalla legge 194, che si poggia sul sostegno alla maternità e sulla tutela della salute della donna. Entrambe secondo le direttive del Ministro Speranza, sarebbero state ignorate e non protette“, ribadisce il vice presidente della onlus Jacopo Coghe.

“Il contributo delle associazioni pro-vita è stato determinante e lo sarà sempre di più, per far vedere al mondo che dietro una scelta tanto dolorosa e atroce, c’è un bambino. Permettere di abortirlo a casa, lasciando le donne sole di fronte allo strazio fisico e psicologico di vedere quel corpicino eliminato, è un orrore giuridico, etico e sanitario”.

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