x

Selezionati per te (1 di 1 articoli):

<< >>

Scuola, Azzolina: “Capisco la frustrazione degli studenti, sarei arrabbiata anch’io”

Voce Contro Corrente

Scuola, Azzolina: “Capisco la frustrazione degli studenti, sarei arrabbiata anch’io”

lunedì 11 Gennaio 2021 - 10:17
Scuola, Azzolina: “Capisco la frustrazione degli studenti, sarei arrabbiata anch’io”

“È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. Così Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, ha dichiarato a Radio Rai 1 le proprie preoccupazioni sull’attuale situazione italiana.

“Costi altissimi e profonde cicatrici”

“Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

Tutti elementi che i recenti monitoraggi Istat e Ipsos hanno messo in luce qualche giorno fa, ritraendo uno scenario sconfortante sulle ricadute del Covid-19 sui più giovani.

Scuola, ripartenza solo in tre Regioni

Mentre oggi, 11 gennaio, Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta hanno dato il via alle lezioni in presenza al 50% per gli studenti delle scuole superiori, le altre Regioni italiane hanno preferito soprassedere. Le date scelte variano, a seconda dei casi, dal 18 gennaio all’1 febbraio.

“Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito – ha proseguito il ministro Azzolina, rimarcando come sempre la sicurezza degli istituti scolastici – . All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”.

Quanto alle dinamiche con le Regioni, il ministro afferma: “Da parte mia non vuole esserci polemica con le Regioni. Ma bisogna dire quelli che sono i fatti: volevamo riaprire le scuole il 9 dicembre, qualcuno ci disse no, ma le attività produttive sono partite. Il 23 dicembre si è stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% le scuole superiori sarebbero rientrate. È partito un lavoro immane nei tavoli con i prefetti e sono stati previsti molti bus in più. A inizio gennaio molti presidenti di Regione hanno detto che erano addirittura pronti a far rientrare il 75% dei ragazzi in aula. Ci sono regioni che hanno lavorato bene come la Toscana, noi al ministero abbiamo monitorato tutto, abbiamo fatto informative; il lavoro fatto dai dirigenti scolastici è stato encomiabile. È difficile per gli studenti comprendere perché oggi non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni, la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”.

Esami di maturità e concorso docenti

Da risolvere al più presto la questione dell’esame di maturità, per cui il ministro spiega: “Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero deve dare“.

“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata. Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola. A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”.

Altra questione importante quella del concorso straordinario. Il 75% delle prove è già stato svolto e sarà presto corretto dai commissari. “Al più presto termineremo le prove di quel concorso – rassicura Azzolina -, mancano quattro giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario“.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta