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Zona gialla, Coldiretti: “Riaprono 220 mila bar, ristoranti e agriturismi”

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Zona gialla, Coldiretti: “Riaprono 220 mila bar, ristoranti e agriturismi”

domenica 10 Gennaio 2021 - 12:57
Zona gialla, Coldiretti: “Riaprono 220 mila bar, ristoranti e agriturismi”

Sono circa 220 mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi che possono riaprire con il servizio al tavolo nelle regioni gialle. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti della nuova Ordinanza del Ministero della Salute in vigore dal 10 al 15 gennaio con la quale restano ancora in area arancione le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto mentre tutte le altre sono gialle. In altre parole – sottolinea la Coldiretti – possono restare aperti più di sei locali della ristorazione su dieci presenti nell’intera Penisola (62%). Nelle zone gialle comunque – sottolinea la Coldiretti – le attività di ristorazione al tavolo sono consentite solo dalle ore 5,00 alle 18,00 con la possibilità della consegna a domicilio, nonchè fino alle ore 22 della ristorazione con asporto.

Cosa è consentito in area arancione

Nelle zone arancioni è invece consentita la sola consegna a domicilio, nonchè fino alle ore 22 la ristorazione con asporto. In realtà, sottolinea Coldiretti, “lo stop and go delle ordinanze per le aperture e le limitazioni presenti, in molti casi creano ostacoli alla programmazione delle attività che spesso non sono considerate neanche sufficienti a dare sostenibilità economica ed a giustificare le aperture, anche con chiusure definitive. Una situazione che rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro”.

Ristorazione, gli effetti della chiusura

Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione, rileva Coldiretti, “si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa – conclude l’associazione – devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione”.

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