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In Sicilia il primo Parco Mondiale dello stile di vita Mediterraneo

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In Sicilia il primo Parco Mondiale dello stile di vita Mediterraneo

giovedì 07 Gennaio 2021 - 21:53
In Sicilia il primo Parco Mondiale dello stile di vita Mediterraneo

Sta nascendo il primo Parco Mondiale, policentrico e diffuso, dello stile di vita Mediterraneo. Un progetto ambizioso che parte dalla Sicilia. Di che cosa si tratta nel concreto? Chi sono gli attori protagonisti? Andiamo per ordine.

È risaputo che la Dieta Mediterranea rappresenta uno stile di vita, un vero e proprio modello di alimentazione sana e sostenibile. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità per il suo esempio di ricchezza culturale legata al territorio, alla convivialità, con la Dieta Mediterranea (DM) l’alimento si trasforma in un vero e proprio atto di relazione e condivisione sociale; utilizzato come strumento determinante di prevenzione, è capace di contrastare il rischio di insorgenza di importanti patologie croniche come diabete, ipertensione arteriosa ed obesità. L’aspetto della sostenibilità rilascia i suoi effetti positivi in ambito ambientale ed economico grazie a determinate produzioni agroalimentari che, nel rispetto della biodiversità, insieme alla tradizione culinaria, da un lato assicurano la qualità dal punto di vista organolettico e, dall’altro, garantiscono il rispetto di criteri etici e ambientali.

La DM è tutto questo e molto, molto altro e soprattutto in Italia, patria del buon cibo, se n’è sempre sentito parlare. Appunto, “sentito parlare” … Si ha la sensazione che “patrimonio” di tale e vitale importanza sia rimasto circoscritto all’interno di determinati ambiti o peggio che sia per pochi. C’è chi sta tentando di rendere la tematica non solo fruibile a tutti ma anche pragmaticamente condivisile e applicabile mediante la creazione, come anticipato, di questo Parco dello stile di vita Mediterraneo; un progetto ambizioso, un “patto di comunità” che coinvolgerà oltre un centinaio di Comuni siciliani, partner specializzati, per realizzare un significativo, robusto impatto economico di sistema.

Ciò, in particolare, sulle due filiere centrali del progetto (anche se le reti progettuali sono ben 11):
1) filiera turistica, soprattutto, nella dimensione internazionale;
2) la filiera agricola, agro-alimentare, enogastronomica.

L’obiettivo è fare in modo che l’economia diventi strutturalmente e costituzionalmente sostenibile, circolare, ecologica; per un turismo di qualità, relazionale ed esperienziale; per una bio-economia rurale, degna di questo nome, vero fondamento e nuova frontiera dell’auspicato GREEN NEW DEAL; per educare la gente a non cedere alle lusinghe di cibi di dubbia provenienza, nutrizione e genuinità. Dunque, CIBO, BELLEZZA, VIAGGIO a lettere maiuscole.

Tutte belle parole, importanti concetti a cui si vuole dare un seguito concreto. Ce lo auguriamo! Perché le sentiamo fin troppo spesso, ci è già capitato di averle lette più volte, soprattutto nell’ultimo decennio troviamo queste “belle parole”, questi bei principi traslati in alcuni siti, brochure, pagine social in riferimento a ristoranti, strutture ricettive, aziende… “DIRE” è facile, ma “FARE” è decisamente più difficile.

Per questo motivo gli ideatori del Parco Mondiale dello stile di vita Mediterraneo (l’assessorato alla crescita territoriale del Comune di Caltanissetta e in particolare l’Assessore Nicoletti e la dott.ssa Francesca Cerami), stanno tentando di costituire dapprima una rete di partner che nel proprio lavoro quotidiano siano reali e coerenti ambasciatori di tali principi. Lo scorso 28 dicembre si è svolta la presentazione ed istituzionalizzazione del tavolo permanente del III asse tematico “Le Cucine Mediterranee e degli orti didattici” finalizzato alla creazione di modelli da promuovere in tutte le Comunità del Parco.

Tra i partecipanti, c’era Alfio Visalli per Blu Lab Academy quale centro di promozione, scoperta e valorizzazione di prodotti tipici e promotore di attività sostenibili. Parlare di Blu Lab, in effetti, è come parlare di un “piccolo” parco della dieta e dello stile di vita Mediterraneo ed il suo rappresentante, Visalli, cuoco e cuciniere fiero di essere partito dal basso, ne è un verace, appassionato diffusore. Nella formazione quotidiana a ristoratori e addetti ai lavori del mondo alberghiero ed enogastronomico, Blu Lab Academy parla soprattutto, ma non solo, di prodotti tipici, materie prime vere e genuine che diventano espressione della nostra storia, cultura la cui riscoperta rappresenta un importante occasione per sottrarsi all’omologazione di certe, malsane abitudini alimentari, nonché false informazioni diffuse per meri fini utilitaristici.

In riferimento al Parco della Dieta Mediterranea, Alfio Visalli, felicemente coinvolto nel progetto, tiene a precisare: “Sarà molto importante allontanarsi da disquisizioni politiche o da un certo qualunquismo che colpisce la stragrande maggioranza dei progetti dell’Unione Europea, belli, ma spesso decisamente poco trasparenti. Risultato: tempi lunghissimi, scarsa attinenza alle esigenze reali del territorio e, per dirla diplomaticamente, ‘magna magna generale’. Le attività che svilupperemo nell’ambito del Parco non sono ancora state definite ma nel nostro caso saranno eterogenee e reali. Di certo metteremo a disposizione quanto fatto in questi 5 anni e di più, anche sotto il profilo formazione”.

Abbiamo chiesto a Blu Lab di parlarci di un loro progetto concreto a testimonianza del proprio impegno e della propria etica per capire meglio cosa vuol dire “valorizzare il buono dei nostri territori” e ci hanno parlato della bottarga di tonno, ovvero uova di tonno, conosciute ma mai codificate.“Blu Lab Academy – dichiara la consulente interna Roberta Romano- attraverso lo studio e la ricerca, unitamente ai suoi partner, seleziona e chiarisce quando un prodotto può definirsi tipico e tradizionale. Una volta individuato occorre promuovere il suo legame con il produttore e il contesto che accoglie quel determinato prodotto”.

La bottarga di tonno, dunque, grazie al loro lavoro, sta entrando di diritto, attraverso strumenti giuridici opportuni, tra i prodotti tipici e quindi culturalmente legati alla cosiddetta memoria storica. E più precisamente la bottarga è un PAT (Prodotto Tipico Agroalimentare), un progetto che Blu Lab sta portando avanti e che – assicurano – sarà solo il primo di una, si spera, lunga serie che potrà essere applicato a tutti gli altri prodotti cosiddetti tipici ma ancora non giuridicamente riconosciuti.

Ciò è molto importante perché senza un’identità specifica tutti potrebbero permettersi (e lo fanno!)di sfruttare e dire ciò che gli pare e piace sul quel determinato prodotto, a danno della verità e dei principali fruitori, il pubblico, inconsapevolmente ignaro.

In conclusione i presupposti attorno alla nascita del Parco Mondiale dello stile di vita Mediterraneo sono decisamente interessanti, affascinanti, utili. Ci auguriamo davvero che non passi troppo tempo prima di vederne concretizzati i primi passi. C’è tanto in ballo, la nostra salute in primis.

Ippocrate diceva che il cibo che ingeriamo può essere medicina o veleno a seconda di cosa, come e quanto mangiamo. Un pensiero che non ha bisogno di essere commentato.

Alessandra Barbato

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