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Piemonte, combattere l’aborto attraverso aiuti concreti alle donne in difficoltà

GinaLoPiparo

Piemonte, combattere l’aborto attraverso aiuti concreti alle donne in difficoltà

giovedì 24 Dicembre 2020 - 13:15
Piemonte, combattere l’aborto attraverso aiuti concreti alle donne in difficoltà

La Regione Piemonte ha avviato i bandi per stabilire delle convenzioni volte a sostenere le donne in gravidanza, specie se in situazioni di difficoltà. Dopo l’adozione delle nuove linee guida regionali sulla Ru486, che si sono in parte opposte a quelle diramate dal ministro della Salute Roberto Speranza, la Regione compie un altro passo in favore della vita.

Il Piemonte continua il percorso pro vita

L’assessore agli Affari legali Maurizio Marrone (FdI) ha ottenuto conferma anche dall’Avvocatura regionale circa l’illegittimità delle norme ministeriali, contrastanti con la legge 194. Agli inizi di ottobre è giunto quindi il primo provvedimento: l’interruzione volontaria di gravidanza mediante Ru486 non sarebbe potuta avvenire nei consultori.

Disposta anche l’attivazione di sportelli informativi all’interno degli ospedali piemontesi, gestiti da “idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato” allo scopo anche di “aiutare la maternità difficile dopo la nascita”.

L’apertura del bando è il passaggio necessario a riconoscere formalmente la collaborazione tra Sanità e associazioni. “Con questa determina – ha dichiarato l’assessore Marrone – si consente alle associazioni di “tutela materno-infantile che difendono la vita fin dal concepimento” di avviare convenzioni, al fine di aiutare le donne con gravidanze difficili a superare le criticità economiche e sociali che avrebbero altrimenti determinato l’aborto“.

“Abbiamo previsto requisiti di serietà e professionalità tali da garantire la qualità dei progetti di sostegno psicologico e sociale delle organizzazioni pro vita, in rete con i consultori, ma all’interno di spazi che verranno messi a disposizione nelle strutture ospedaliere”, ha poi continuato.

“Stiamo semplicemente realizzando qualcosa che è scritto nella legge da oltre 40 anni – incalza Claudio Larocca, presidente regionale del Movimento per la vita – aiutando a rimuovere le cause che portano la donna ad abortire“.

“Il primo servizio è quello di accoglienza e di ascolto: troppo spesso le donne si sentono lasciate completamente sole davanti a una tragica scelta. E poi, se necessario, offriamo alternative e aiuto concreto, avvalendoci di iniziative di aiuto economico come il progetto Gemma. A differenza di quanto si racconta, infatti, ad oggi mancano concreti strumenti pubblici di sostegno materiale alle donne in gravidanza”.

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