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Nigeria, i musulmani radicali hanno ucciso 2.200 cristiani nell’ultimo anno

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Nigeria, i musulmani radicali hanno ucciso 2.200 cristiani nell’ultimo anno

venerdì 18 Dicembre 2020 - 12:50
Nigeria, i musulmani radicali hanno ucciso 2.200 cristiani nell’ultimo anno

La International Society for Civil Liberties & the Rule of Law ha recentemente pubblicato nuovo report sulle vittime della violenza anti cristiana in Nigeria. Dal 2009 sono 34.400 i cristiani uccisi da islamisti radicali; 2.200 solo nell’ultimo anno. Accanto a questi, i radicali sono responsabili della morte anche di circa 20.000 musulmani moderati.

Nigeria, il jihadismo fulano

“La dimensione più pericolosa dell’islamismo radicale in Nigeria è la sua ascesa e diffusione segreta e il controllo clandestino del potere statale attraverso il jihadismo fulano – si legge nel report -. In altre parole, la principale direzione di politica estera e locale del governo nigeriano, nella pratica clandestina, è ‘Jihadismo Fulano’- una politica perseguita con assoluta alacrità e attraverso diversi colori e travestimenti tra cui politiche e condotte pro-jihadiste o islamiche radicali. Per coprirle, l’attuale governo nigeriano ha anche creato una macchina internazionale di falsità e propaganda con campagne di lobbying internazionali oliate mirate a disinformare e fuorviare istituzioni o organi legislativi, diplomatici e democratici internazionali strategici e chiave, in particolare l’UE, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Australia e i loro parlamenti; il Commonwealth e l’ONU e altri attori statali e non statali rispettati a livello internazionale”.

Accuse molto dure quelle di Emeka Umeagbalasi, leader e fondatore di Intersociety, che afferma: “Quello che sta facendo il governo qui è tracciare strategie. Una specie di sceneggiatura che viene data ai media, ai media locali e a quello che hai”.

Umeagbalasi afferma che il governo nigeriano avrebbe diffuso l’idea che i pastori della Fulani viaggino verso sud in fuga dalla desertificazione e uccidano durante i conflitti con agricoltori locali, ma in realtà la reale motivazione di tale spostamento sarebbe da rintracciare nella ricerca di cristiani da uccidere. Non attaccano, infatti, i villaggi musulmani e i metodi tradizionali di pascolo del bestiame non supportano abbastanza capi da giustificare conflitti fatali con gli agricoltori.

Il supporto governativo

Umeagbalasi sostiene anche che il governo nigeriano di Muhammadu Buhari sarebbe alleato con l’islamismo radicale e che Buhari stesso è membro della Miyatti Allah Cattle Breeders Association of Nigeria, che supporta le tribù islamiche radicali.

“Buhari mette da parte la Costituzione. Nomina senza ricorrere alla Costituzione – accusa -. Nella Costituzione è vietato al governo avere una religione di stato. La Costituzione ha chiarito che la composizione delle forze armate della Nigeria dovrebbe riflettere l’equilibrio regionale o religioso, ma il presidente non ascolta”.

Il rapporto di Intersociety documenta anche l’occupazione delle posizioni di alta autorità da parte dei musulmani: dall’elezione di Buhari nel 2015, questi detengono ben 32 delle 39 posizioni più importanti in fatto di politica, sicurezza, legislazione e magistratura, nonostante la Nigeria abbia un numero pari di musulmani e cristiani.

A giugno, cinque dei principali gruppi islamici della Nigeria hanno stretto un’alleanza per insorgere contro i cristiani. Non si tratta di atti di violenza casuali – incalza Umeagbalasi-, ma di un tentativo calcolato di conquistare la Nigeria per l’Islam: “Il paese è stato conquistato dal califfato. Quando avranno finito nel nord, verranno ora nel sud.”

Secondo il rapporto, è per questa ragione che la risposta del governo ai ripetuti attacchi e massacri sarebbe stata insufficiente. I dati sulle vittime cristiane sarebbero stati insabbiati e a volte il governo le avrebbe seppellite con rito funebre musulmani nel tentativo di occultare la natura degli attacchi.

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