x

Selezionati per te (1 di 1 articoli):

<< >>

Libia, i pescatori liberati: “Abbiamo subito umiliazioni e pressioni psicologiche”

Voce Contro Corrente

Libia, i pescatori liberati: “Abbiamo subito umiliazioni e pressioni psicologiche”

venerdì 18 Dicembre 2020 - 12:51
Libia, i pescatori liberati: “Abbiamo subito umiliazioni e pressioni psicologiche”

Giorni difficili, di privazione e prigionia: questo il racconto dei pescatori di Mazara del Vallo, reduci dalla Libia ad oltre cento giorni dal sequestro avvenuto i primi di Settembre.

“In questi 108 giorni abbiamo cambiato quattro carceri in condizioni sempre più difficili. L’ultimo dove siamo stati era al buio, ci portavano il cibo con i contenitori di metallo e non era buono”, ha raccontato Pietro Marrone, capitano della Medinea. “Abbiamo subito delle umiliazioni, pressioni piscologiche, ma mai violenze“.

Pescatori di Mazara: “Non vediamo l’ora di tornare dai nostri familiari”

Il racconto del capitano è stato restituito attraverso il primo contatto radio durante il rientro in Italia e permette di comprendere cosa è accaduto ai prigionieri a Bengasi.

“È stato davvero molto complicato: accendevano e spegnevano le luci, a loro piacimento”, ha raccontato Marrone. “Quando ci hanno detto che era il ‘giorno buono’ non ci abbiamo creduto“.

“Ci hanno tenuti divisi: italiani e tunisini, separati. In celle buie, senza un processo, e con indosso sempre gli stessi abiti. Ci siamo rivisti dopo 70 giorni, ed è stato bellissimo. Ma ci siamo spaventati. Quando ci hanno detto che sarebbe arrivato il presidente Conte ci hanno anche dato del cibo migliore, ma quello vero lo abbiamo mangiato ieri sulle nostre barche. Siamo felici, stiamo tutti bene, e non vediamo l’ora di arrivare a casa dai nostri familiari e dai nostri amici. Grazie a tutti”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta