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Conte salva il suocero Cesare Paladino da una condanna per peculato

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Conte salva il suocero Cesare Paladino da una condanna per peculato

sabato 12 Dicembre 2020 - 14:48
Conte salva il suocero Cesare Paladino da una condanna per peculato

Il premier Giuseppe Conte avrebbe letteralmente “salvato” il suocero da una condanna per aver ritardato il versamento della tassa di soggiorno al Comune di Roma. Lo scrive su “Il Tempo” Franco Bechis, confermando così i dubbi di alcuni politici che tempo fa avevano ipotizzato che Conte avesse inserito una legge ad personam nel decreto Rilancio del 19 maggio, indirizzata proprio al suocero, ovvero Cesare Paladino, proprietario del Grand Hotel Plaza di Roma.

Conte salva il suocero con una legge ad personam

Si tratterebbe dunque di una legge ad personam quella inserita nel decreto Rilancio dal presidente Conte per depenalizzare il ritardato o mancato versamento della tassa di soggiorno ai comuni. Una norma che avrebbe agevolato unicamente solo il padre della fidanzata di Olivia Paladino che, tra il 2014 e il 2018, avrebbe dimenticato di versare una buona parte della tassa di soggiorno al Comune di Roma. Una somma di circa 2 milioni di euro.

Per la legge italiana quel mancato versamento configurava fino al 19 maggio scorso un reato penale: quello di peculato. Il suocero di Conte è però riuscito a concordare con la procura un patteggiamento della pena di un anno, due mesi e 7 giorni per peculato. Quando Conte ha di fatto permesso la cancellazione della sanzione penale per il ritardato o omesso pagamento della tassa di giorno, il suocero del premier ha atteso che la norma fosse convertita in legge e ha chiesto di rivedere retroattivamente quella condanna al tribunale di Roma. Una scelta fatta anche da tanti altri albergatori, già condannati per peculato. Ma è andata male a tutti. Tutti meno uno, che per curiosa coincidenza è proprio il suocero di Conte, scrive Il Tempo. La sua condanna è stata infatti revocata «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato».

Revocata la condanna per peculato per il suocero di Conte, le polemiche

“Prima di tutto è un’evasione fiscale di una tassa – quella di soggiorno – ed è già grave di per sé. Siamo, inoltre, in presenza di un tributo particolare, introdotto da Francesco Rutelli, con un fine etico, legato ad esempio al miglioramento dei trasporti pubblici. E un’imposta che va pagata. Questo signore non l’ha pagata, è stato beccato, ha patteggiato. Parliamo del Plaza, di uno degli alberghi più lussuosi di Roma, e viene fatta una norma, messa dentro ad un decreto che si chiama Rilancio, un provvedimento per aiutare il Paese di fronte ad una pandemia mondiale, che depenalizza il tutto. Ai tempi io denunciai la cosa parlando di una legge ‘ad personam’: avevamo pensato male, ma ci avevamo azzeccato”. E’ quanto dichiara il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi in un’intervista al quotidiano “Il Tempo” in merito alla norma del Dl Rilancio attraverso la quale Cesare Paladino, padre della compagna del presidente del Consiglio Conte, si è visto annullare la condanna per peculato per non aver pagato la tassa di soggiorno.

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