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Dice di no al corso “Gender fluid” per la figlia di 8 anni: accusata di omofobia

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Dice di no al corso “Gender fluid” per la figlia di 8 anni: accusata di omofobia

giovedì 03 Dicembre 2020 - 10:38
Dice di no al corso “Gender fluid” per la figlia di 8 anni: accusata di omofobia

“Non sono omofoba e ho sempre fatto partecipare mia figlia a qualsiasi evento contro il bullismo, ma credo che per affrontare temi come la fluidità di genere sia ancora troppo presto. Magari sbaglio, ma lasciatemi il diritto di decidere sull’educazione dei miei figli”.

Parla così Chiara Pelagotti, mamma di due bambini di 8 e 10 anni, che quest’anno si è vista proporre un laboratorio sul tema del “Gender fluid” tra i progetti previsti in orario scolastico per gli alunni della terza elementare della scuola Marconi di Firenze.

“Ho cercato di capire di cosa si trattasse e ho chiesto alla scuola il programma, che non mi è mai stato fornito”, ha raccontato a Il Giornale Chiara, che si è vista subito tacciata di omofobia.

Accusata di omofobia per essersi opposta al corso “Gender fluid”

Così, come spesso avviene, Chiara si è ritrovata travolta dalle offese e dagli insulti di chi si fa paladino dei diritti di uguaglianza ma alla fine finisce per essere autore delle stesse cose che combatte. In fondo, la mamma aveva solo chiesto di capirci di più e non ha mai attaccato le insegnanti dei figli: “Sono state fantastiche e non ce l’ho con loro, ma credevo fosse ancora possibile avere un punto di vista diverso dalla massa sull’educazione dei propri figli senza dover essere etichettata e attaccata con tale cattiveria“.

Il corso sul “Gender fluid” prevedeva diverse lezioni, in orario scolastico, tenute dalla “IREOS Onlus – Centro Servizi Autogestito Comunità Queer”. Si trattava di un progetto facoltativo, ma decidere di non far partecipare i propri figli avrebbe voluto dire non mandarli a scuola nelle ore occupate dalle lezioni.

Dato quanto accaduto, Chiara e il marito hanno scelto di trasferire entrambi i bambini presso un altro istituto. Per loro è inaccettabile “vedere la propria figura umana e genitoriale prima sostituita dalla didattica del pensiero che non ammette civile dissenso, e poi umiliata nel nome di una furiosa spinta emotiva che mi accusa di omofobia”.

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