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800 giorni in carcere da innocente: imprenditore vesuviano assolto dall’accusa di omicidio

GinaLoPiparo

800 giorni in carcere da innocente: imprenditore vesuviano assolto dall’accusa di omicidio

lunedì 19 Ottobre 2020 - 10:16
800 giorni in carcere da innocente: imprenditore vesuviano assolto dall’accusa di omicidio

800 giorni in carcere da innocente. È quanto accaduto ad un imprenditore vesuviano, accusato di omicidio a causa dell’errata interpretazione di un’intercettazione ambientale. Condannato in primo grado a 30 anni di reclusione e assolto successivamente in Corte di Assise d’Appello, l’imprenditore ha ottenuto un risarcimento per ingiusta detenzione di 188.656 euro.

Imprenditore accusato ingiustamente

L’omicidio in questione è quello di Luigi Borzacchiello, morto ad Afragola il 9 dicembre del 2006. Per il delitto, premeditato e aggravato dal fine camorristico, nel 2012 sono stati arrestati i presunti concorrenti, tra cui l’imprenditore innocente.

Legato da vincoli di parentela ad alcuni individui ritenuti coinvolti nell’uccisione, l’uomo finisce al centro delle indagini e viene condannato a trent’anni con rito abbreviato. A ciò si unisce anche la condanna al risarcimento alla Provincia per i danni all’immagine arrecati dal delitto.

Le parole del collaboratore di giustizia Pasquale Di Fiore sono state infatti analizzate dal gip, che non ha dubbi e accoglie la richiesta di arresto dei pm.

L’intercettazione ambientale

Ma l’uomo, ingiustamente accusato, non si arrende. Si procede per andare in Appello, dove l’avvocato penalista Marianna Febbraio riesce a scardinare la prova centrale della perizia fonica e a mettere in luce le contraddizioni dei collaboratori di giustizia.

Così il processo si riapre e da una nuova valutazione dell’intercettazione emerge la confusione delle voci e l’impossibilità di ricondurre all’imprenditore anche solo una frase. Intanto, le dichiarazioni di accusa dei pentiti si annullano l’un con l’altra.

L’assoluzione dell’imprenditore diventa così definitiva. I giudici fugano ogni dubbio sulla condotta dell’uomo, che ottiene il risarcimento di 188.656 euro.

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