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Giovani volontari ripuliscono le spiagge siciliane

Gabriele Giovanni Vernengo

Giovani volontari ripuliscono le spiagge siciliane

lunedì 08 Giugno 2020 - 12:37
Giovani volontari ripuliscono le spiagge siciliane

L'iniziativa a cura di weStart, neonata tink tank di professionisti siciliani e condivisa da diverse associazioni.

Pulire le spiagge siciliane e rivalorizzarle. Da Termini Imerese a Ficarazzi e da Isola delle Femmine a Carini. È un progetto abastanza vasto e articolato quello ideato da weStart, neonata think tank di professionisti siciliani e condivisa da diverse associazioni. L’iniziativa ha avuto il via lo scorso venerdì 5 giugno.

Antonio Martorana

Antonino Martorana

Antonino Martorana, che si occupa di fundraising per progetti sostenibili e Manfredi Mercadante, legale attivo nel settore delle start-up e degli incubatori d’impresa, muniti di sacchi e mascherine, hanno raccolto rifiuti presenti nella spiaggia di via Messina marine; ancora non balneabile a causa delle sostanze nocive immesse dalle abitazioni limitrofe e dalle industrie locali che, a causa della mancanza di un sistema fognario fognario si iversano nel mare adiacente.

Con la pulizia delle coste (che proseguirà sul tratto di mare tra Palermo e Ficarazzi) si vuole lanciare un messaggio forte è chiaro: bisogna sfruttare al massimo e in maniera costruttiva le risorse del nostro territorio.

«Ogni giorno – ha affermato Martorana cerco di prendermi cura di questa zona come se fosse una figlia, cercando di tutelarla e non farle mancare nulla. Il problema risiede nel fatto che le sole braccia non saranno sufficienti».

LA VISIONE DEL GRUPPO

Per weStart, la visione del futuro è rappresentata da 3 «S»: Smart, Social e Sustainable, tre parole chiave per descrivere quindi una concezione che consente un miglior bilanciamento tra qualità della vita e produttività individuale, con particolare attenzione all’impegno sociale ed alla sostenibilità.

Il Think Tank siciliano, che nel suo organico presenta anche professionisti nel campo nautico e navale, sta cercando, anche a livello internazionale, dei partner ad hoc in grado di sopperire all’evidente disagio ambientale delle coste palermitane, situazione che rischia di diventare ogni anno sempre mpiù grave.

Infatti, ad esempio, la zona costiera di Palermo (tanto per citarne qualcuna), attualmente non si può definire completamente balneabile e di conseguenza occorre prodigarsi affinché ciò avvenga, in modo da ottenere il riscontro favorevole da parte dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Gabriele Giovanni Vernengo

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