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No ai campionati femminili per le atlete transgender: «Competizione sleale»

GinaLoPiparo

No ai campionati femminili per le atlete transgender: «Competizione sleale»

mercoledì 08 Aprile 2020 - 15:49
No ai campionati femminili per le atlete transgender: «Competizione sleale»

Una nuova pagina si aggiunge alla controversa questione della partecipazione di atleti transgender ai campionati sportivi: Brad Little, governatore repubblicano dell’Idaho, ha firmato a fine marzo un provvedimento che vieta alle atlete transgender le competizioni femminili, anche nel caso di manifestazioni legate all’ambito scolastico.

Accanto a questo, la firma di un altro provvedimento impedisce di richiedere un certificato di nascita recante un genere diverso da quello biologico.

Per Kristen Waggoner di Alliance Defending Freedom si tratta di una giusta tutela nei confronti delle sportive: «Le ragazze meritano di competere su un piano di parità – si legge su The Christian Institute -. Permettere ai maschi di gareggiare negli sport femminili distrugge la concorrenza leale e le opportunità atletiche delle donne. Quando ignoriamo la realtà biologica, le atlete perdono medaglie, posizioni sul podio, riconoscimento pubblico e opportunità di competere».

Approvazione da parte di Chelsea Mitchell, atleta impegnata nella medesima battaglia in Missouri: «Sono così felice che le atlete dell’Idaho non dovranno affrontare un campo da gioco ingiusto come ho fatto io».

«Quattro volte sono stata la femmina più veloce della mia gara, ma non ho ottenuto la medaglia d’oro o il titolo statale; i maschi della mia gara hanno preso quell’onore. Ho visto questo accadere molte volte nel mio sport in Connecticut, visto che molte ragazze ne sono state colpite – aggiunge Mitchell -. Non è leale e non è giusto. Abbiamo bisogno di categorie sportive separate basate sul sesso biologico per competere equamente».

Dura la reazione di Alphonso David, presidente della Campagna per i diritti umani, il quale ha definito la firma dei provvedimenti inaccettabile: «L’Idaho sta aprendo la strada alla discriminazione anti-transgender e in un momento in cui la vita è abbastanza dura per tutti, i leader eletti dell’Idaho saranno ricordati per aver lavorato per rendere le vite dei loro residenti transgender ancora più difficili. Peccato per il Governatore Little e per i legislatori che hanno difeso questi atti legislativi atroci».

Gina Lo Piparo

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