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Coronavirus: al San Matteo di Pavia iniziano le cure col plasma dei guariti

GinaLoPiparo

Coronavirus: al San Matteo di Pavia iniziano le cure col plasma dei guariti

venerdì 03 Aprile 2020 - 12:08
Coronavirus: al San Matteo di Pavia iniziano le cure col plasma dei guariti

Un approccio sperimentato per Sars ed Ebola, che potrebbe rivelarsi fruttuoso anche per i malati da Covid-19: si tratta della somministrazione del plasma prelevato dai guariti dal contagio e, dunque, ricco di anticorpi.

Il protocollo sperimentale è stato avviato in questi giorni dal Policlinico San Matteo di Pavia, con la collaborazione dell’Ats di Mantova e col parere favorevole del Centro Nazionale Sangue e del Comitato etico dell’ospedale.

Primi a donare proprio coloro che erano stati registrati come i primi casi di contagio nella provincia: i due medici di Pieve Porto Morone, marito e moglie.

Unitamente ai farmaci, il plasma iperimmune può essere molto utile nei casi di grave insufficienza respiratoria, onde evitare il peggioramento delle condizioni di salute dei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica.

«Una procedura già collaudata che può essere utilizzata per combattere un virus nuovo ma anche per salvare i pazienti più seri – ha spiegato il responsabile del servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del San Matteo di Pavia, Cesare Perotti -. Il plasma iperimmune è già stato utilizzato anche in passato per curare Sars ed Ebola. I medici di Whuan, che hanno coadiuvato le terapie per un migliaio di pazienti con il plasma dei guariti, ne hanno confermato l’efficacia, e caldeggiato l’utilizzo».

Possono donare il plasma coloro che hanno avuto due tamponi negativi per due giorni consecutivi. Il plasma da essi prelevato sarà sottoposto a diversi test, come ad esempio quello della neutralizzazione virale che permetterà di selezionare quello più ‘abile’ a debellare il virus.

Il protocollo avviato dal San Matteo, inoltre, prevede un sistema di condivisione dei dati con gli altri ospedali: «Una persona guarita da Covid-19 può essere chiamata dal nostro Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale: qui vengono effettuati tutti gli esami previsti dalla legge, come se si trattasse di una donatore ‘normale’, oltre ad altri controlli aggiuntivi».

Nove pazienti – cinque di Pavia, quattro di Mantova – hanno già ricevuto il trattamento e i risultati paiono essere positivi.

Gina Lo Piparo

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