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Palermo, annientata la famiglia mafiosa dell’Arenella

Gabriele Giovanni Vernengo

Palermo, annientata la famiglia mafiosa dell’Arenella

martedì 18 Febbraio 2020 - 11:16
Palermo, annientata la famiglia mafiosa dell’Arenella

Il boss Gaetano Scotto torna in carcere

A Palermo duro colpo alla famiglia mafiosa dall’Arenella. Questa mattina la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ha arrestato otto presunti affiliati ad una delle famiglie più imponenti del mandamento di Palermo – Resuttana. Tra i reati a loro contestati c’è l’associazione mafiosa.

Nel corso dell’operazione White Shark (Squalo Bianco) sono stati arrestati anche i tre fratelli Gaetano, Pietro e Francesco Paolo Scotto. Gaetano Scotto è una delle dieci persone accusate ingiustamente della strage di via D’Amelio e adesso parte civile nel processo, in corso a Caltanissetta, sul depistaggio delle indagini riguardanti la strage. Gaetano, in passato, è stato considerato anche il collante tra la mafia e i servizi segreti deviati.

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Anche Pietro, tecnico di una società di telefonia, è stato coinvolto nell’inchiesta sull’uccisione di Paolo Borsellino, essendo stato accusato di essere riuscito a intercettare la chiamata con cui il magistrato comunicava alla madre che stava per andare a farle visita nella sua abitazione di via D’Amelio. Pietro Scotto, condannato in primo grado, era stato poi assolto in appello.

Sempre Gaetano, insieme al boss Nino Madonia, è indagato anche per l’omicidio dell’agente di polizia Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio. Nei giorni scorsi il procuratore generale Roberto Scarpinato, ha inviato un avviso di chiusura indagine, che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio.

Il giovane agente di polizia e la moglie furono assassinati davanti alla loro casa di villeggiatura a Villagrazia di Carini la sera del 5 agosto 1989. In questi 31 anni l’inchiesta attorno all’inchiesta vi sono state diverse luci, ombre e altrettanti tentativi di depistaggio. In questi anni, Scotto ha sempre negato di appartenere alla mafia e di essere coinvolto nell’omicidio del giovane agente.

Gabriele Giovanni Vernengo

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