x

Selezionati per te (1 di 1 articoli):

<< >>

Suicidio assistito, don Maurizio Patriciello: "Nadia Toffa non ci pensò mai"

GinaLoPiparo

Suicidio assistito, don Maurizio Patriciello: "Nadia Toffa non ci pensò mai"

giovedì 26 Settembre 2019 - 15:47
Suicidio assistito, don Maurizio Patriciello: "Nadia Toffa non ci pensò mai"

Le dichiarazioni del sacerdote sulla giornalista delle “Iene” lanciano un messaggio più ampio sulla questione del suicidio assistito.

Le dichiarazioni del sacerdote sulla giornalista delle “Iene” lanciano un messaggio più ampio sulla questione del suicidio assistito.

L’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana da don Maurizio Patriciello, amico di Nadia Toffa da lei designato quale celebrante del proprio funerale, oggi assume un valenza più profonda che va oltre il caso specifico della giornalista delle ‘Iene’, morta il 13 agosto a causa della malattia che aveva combattuto con tenacia e voglia di vivere.
Il sacerdote ne è consapevole, tanto che a ha dichiarato:

«Nadia Toffa è stata una persona speciale perché, nonostante le sofferenze fisiche e morali causate da un tumore al cervello, non ha mai perso la speranza. E mi sembra giusto ribadirlo in questi giorni in cui si discute di suicidio assistito, un’idea a lei totalmente estranea. Per Nadia, alla quale il Signore è stato certamente vicino, la malattia era un nemico da sconfiggere nella consapevolezza della sacralità della vita».

La parte più privata della vita della conduttrice, quella rimasta fuori dai riflettori e dagli scatti sui social, è stata raccontata così: Nadia aveva sdoganato «la parola cancro, pronunciandola a viso aperto in televisione: una prova di forza e un incoraggiamento alle tante persone affette da questo male che, condizionate da una società spesso superficiale e spietata, ne hanno quasi vergogna, nel timore di essere emarginate. Ha taciuto soltanto quando le sono venute meno le forze, ma nei nostri discorsi e nei messaggi che ci siamo scambiati non si è mai lamentata. Di questo toccante percorso spirituale io sono stato testimone e sento il bisogno di renderlo pubblico ora che si parla di legalizzare il suicidio assistito».
Ieri la Corte Costituzionale ha depenalizzato l’aiuto al suicidio entro determinate casistiche, richiedendo a gran voce un intervento legislativo che colmi il vuoto normativo.
Don Patriciello, però, accenna alla propria esperienza dando un forte incoraggiamento portatore di speranza: «Mi rendo conto che le sofferenze possano spingere una persona ammalata, magari in un momento di sconforto, a desiderare la morte, ma non posso accettare una legge che sancisca questa decisione estrema. Penso che, anche nei casi disperati, una soluzione positiva sia sempre possibile e lo dico per esperienza personale. Dieci anni fa, infatti, ero certo che sarei morto di leucemia, quando la malattia inspiegabilmente regredì. Oggi sto bene e lo devo, oltre che ai medici, all’aiuto divino. Insomma, non bisogna mai perdere la speranza e la forza di lottare contro il male. È questo il messaggio lasciato da Nadia».

Gina Lo Piparo