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Bimba vince il cancro al quarto stadio: la mamma ringrazia Dio e la preghiera

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Bimba vince il cancro al quarto stadio: la mamma ringrazia Dio e la preghiera

venerdì 05 Aprile 2019 - 14:06
Bimba vince il cancro al quarto stadio: la mamma ringrazia Dio e la preghiera

Il neuroblatoma al quarto stadio era arrivato quando aveva solo 5 mesi: la bimba vince il cancro. E la madre ringrazia Dio.

Molly Hughes è ufficialmente la bimba che vince il cancro. Quando aveva solo 5 mesi le era stato diagnosticato un neuroblastoma al quarto stadio: praticamente incurabile. Molti adulti non riescono neanche a pensare di vincere ciò che Molly ha superato.

«Se le persone non attraversano una cosa del genere non possono sapere quanto è difficile» ha detto la madre di Molly, Chelsea Hughes, nella sua intervista alla stazione televisiva americana WTAP.

Guardando Molly si vede una bambina che ha voglia di giocare, di ridere, di saltellare. Come qualsiasi bimba della sua età. Non si direbbe che ha appena superato 15 mesi di chemioterapia e trattamenti estenuanti.

A gennaio Molly ha festeggiato la fine di cinque cicli di chemio. Era già stato un successo: la bambina era stata immortalata dai genitori con il cartello “I am in remission” [sono in remissione, ndr]. «Avevo ringraziato il Signore. Sapevo che c’era ancora strada da fare. Ma ho pregato. Senza sosta».

E ora racconta della lotta della figlia e della sua. «Il neuroblastoma è così aggressivo da dover essere trattato con i trattamenti più duri – ha spiegato Chelsea – e Molly rimbalzava da un trattamento all’altro».

«Non ci siamo mai arresti e neanche lei – continua la donna – tant’è che in reparto l’hanno soprannominata Molly Strong [Molly La Forte ndr] perché sorrideva anche dopo la chemio, dopo la radioterapia, dopo tutto ciò che le facevano».

«In tutte le notti e i giorni passati all’ospedale durante questi quindici mesi – dice ancora Chelsea – non è mai mancata la preghiera. Io pregavo. Lei pregava. E anche la mia famiglia e la comunità intorno a noi pregavano».

E la preghiera ha dato i suoi frutti. Prima la remissione. Poi, qualche giorno fa:  «Ho risposto al telefono. Era il suo medico. Non stava nella pelle. Ci ha detto che Molly non aveva più traccia di cancro. Ho pianto, ringraziato Dio, pianto ancora. E ho abbracciato Molly per cinque minuti».

Adesso Molly non dovrà più vedere tutti i giorni l’ospedale e potrà giocare spensierata come i suoi coetanei. «Credo fermamente – ha concluso la mamma di Molly – che Dio sia il responsabile della sua guarigione. L’ha aiutata a superare tutto. Ha ascoltato tutte le preghiere che gli abbiamo rivolto. Tutte le suppliche. Non posso che ringraziare Lui e chi ha pregato con noi».

Molly ha perso parzialmente l’udito per via dei trattamento, ma la sua vita sarà bella e felice: adesso, dice la sua famiglia, non  sta mai ferma. È carica di energia e piena di un amore che le illumina il viso.

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