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‘Vuole la pena di morte per i gay’, ma è tutta una bufala

Voce Contro Corrente

‘Vuole la pena di morte per i gay’, ma è tutta una bufala

giovedì 28 Marzo 2019 - 10:30
‘Vuole la pena di morte per i gay’, ma è tutta una bufala

Ecco chi è (e chi non è) Lucy Akello, parlamentare ugandese che sarà tra i relatori del Congresso mondiale delle famiglie

E’ stata disegnata come un mostro, ma lei quella legge non l’ha mai presentata. Stiamo parlando di Lucy Akello, trentanove anni, parlamentare ugandese liberale, di centrosinistra. L’esponente politica africana sarà a Verona nei prossimi giorni, per partecipare come relatrice al Congresso mondiale delle famiglie. Su di lei però, da settimane piovono polemiche a raffiche, su presunti provvedimenti legislativi contro gli omosessuali.

Secondo quanto riportato dalla stampa e da gran parte dell’informazione nostrana, la Akello avrebbe promosso un mozione che prevedeva la pena di morte per il reato di omosessualità aggravata, chiedendo ai colleghi di darle sostegno in aula. Ma in questi giorni è arrivata una secca smentita da parte della stessa parlamentare ugandese.

“Io sottoscritta Lucy Akello, membro del Parlamento dell’Uganda dal 14 dicembre 2015, dichiaro di non aver mai firmato, né sostenuto alcun disegno di legge che prevedesse la pena di morte o l’ergastolo per gli omosessuali. Quando, infatti, un simile disegno di legge fu discusso al Parlamento, non ero ancora deputata. Al contrario, mi oppongo fermamente alla pena capitale e svolgo attivamente campagne contro ogni forma di pena di morte per chiunque”.

E’ vero che più volte la Akello ha mostrato sostegno alla causa della famiglia naturale, in opposizione alla comunità lgbt, ma mai si è fatta promotrice di proposte estremiste come quelle che le vengono accreditate.

Secondo alcune ricostruzioni, il collegamento tra la deputata e la presunta proposta di legge sarebbe dovuto a una dichiarazione fatta dalla stessa Akello in apprezzamento  a un’altra deputata del suo stesso partito, che passato ha sostenuto la necessità di difendere i valori culturali dell’Uganda contro i matrimoni omosessuali”.

In pratica, una montatura ad hoc per screditare relatori e organizzatori del Congresso al via da domani nella città di Verona.

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