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“Ti amo, Dio ti amo!”, la preghiera di Guglielmo sopravvissuto sullo scuolabus

Lilia Ricca

“Ti amo, Dio ti amo!”, la preghiera di Guglielmo sopravvissuto sullo scuolabus

mercoledì 27 Marzo 2019 - 13:18
“Ti amo, Dio ti amo!”, la preghiera di Guglielmo sopravvissuto sullo scuolabus

In molti credevano che stesse facendo la sua ultima dichiarazione d’amore alla fidanzatina, invece no: il “ti amo” era rivolto a Dio.

«Ti amo, Dio ti amo». Sono queste le parole di Guglielmo, uno dei ragazzini sopravvissuti all’attentato dello scuolabus dirottato lo scorso 20 marzo da Ousseynou Sy.

In molti credevano che stesse facendo la sua ultima dichiarazione d’amore alla fidanzatina gridando «Ti amo, io ti amo». Invece no, le parole di Guglielmo erano rivolte a Dio.

«Sul pullman eravamo tutti disperati e anch’io ho voluto fare la mia preghiera e quando siamo riusciti a salvarci mi è sembrato che si fosse avverata quindi ho voluto ringraziare Dio e ho urlato Dio ti amo», racconta in un’intervista a Le Iene.

È veramente un miracolo, il modo in cui si sono svolti gli eventi. Nessun morto. Lo scuolabus che trasportava 51 ragazzi delle medie, due insegnanti e un collaboratore scolastico guidato da Ousseynou Sy era diretto dalla scuola alla palestra.

È stato durante la fuga dal finestrino posteriore dopo il soccorso dei Carabinieri giunto dalla telefonata di uno dei ragazzi, che Guglielmo ha ringraziato Dio vedendo che tutti erano rimasti in vita.

Durante il tragitto, l’autobus è stato fermato dopo essere stato annunciato un cambio di direzione che avrebbe condotto i passeggeri verso l’aeroporto di Linate.  L’attentatore aveva cosparso l’autobus di benzina e minacciato di uccidere tutti.

Ai professori aveva dato il compito di legare le mani dei bambini con delle fascette di plastica e ritirare i cellulari. I professori hanno messo subito in atto un piano.

Come richiesto, dopo avere stretto le fascette ai ragazzi seduti davanti, quelli che Sy sarebbe riuscito a vedere e controllare dalla sua posizione, hanno lasciato larghe quelle dei ragazzi seduti nelle ultime file.

Rami, uno dei ragazzi seduto nelle ultime file, invece di consegnare il cellulare lo nasconde nella giacca. Riccardo, vicino a lui, si libera e quando l’autobus riparte e Sy era distratto dalla guida, passa il cellulare di Rami ad Adam che chiama prima il 112 e poi sua madre.

Sono intervenuti quindi i carabinieri riuscendo a bloccare il pullman.  Due di loro hanno parlato a Sy dal finestrino del conducente, mentre altri tre si sono introdotti dal retro del mezzo per liberare gli ostaggi.

Mentre i ragazzini sono scappati dal finestrino posteriore, Sy ha dato fuoco al mezzo. Le fiamme sono divampate ma tutti sono riusciti a fuggire, mentre l’uomo veniva fermato dai Carabinieri.

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