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Ousseynou, l’attentatore pluricondannato che continuava a lavorare

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Ousseynou, l’attentatore pluricondannato che continuava a lavorare

giovedì 21 Marzo 2019 - 08:31
Ousseynou, l’attentatore pluricondannato che continuava a lavorare

L’autista era al servizio dell’azienda Autoguidovie da quindici anni, ma nessuno aveva più ricontrollato la sua fedina penale.

Non si placano le polemiche per la vicenda relativa all’attentato fatto ieri da un quarantasettenne di origini senegalesi a Milano. Poche spiegazioni, tanta rabbia, per una vicenda che ha rischiato di trasformarsi in tragedia e causare almeno cinquanta vittime.

Ousseynou Sy, questo il nome dell’autista-attentatore che voleva uccidere i ragazzini “per vendicare i morti in mare”, lavorava per l’azienda di trasporti da quindici anni. Mai un controllo sulla fedina penale, mai una verifica sulle condizioni della patente. E intanto, l’uomo ne aveva già combinate un paio. Gli era stata sospesa la patente di guida, perché sorpreso a guidare in stato d’ebrezza. Era stato inoltre condannato a un anno di reclusione (pena sospesa) per abusi sessuali su minore.

Insomma, due reati, due macchie sulla fedina penale dell’uomo che mai avrebbero dovuto permettergli di svolgere quel lavoro. Ma intanto lui operava del tutto indisturbato. All’azienda tutto questo non risultava: “Aveva superato le visite mediche”, fanno sapere, ma niente di più.

A pesare sulla psiche disturbata dell’uomo anche la situazione familiare. La moglie, una donna italiana, lo aveva lasciato tempo fa. Difficili i contatti anche con i due figli, uno di 13 e l’altro di 18 anni, che ormai vedeva saltuariamente. “Diceva di averli persi in mare e per questo voleva vendetta” ha raccontato uno dei ragazzini presenti sull’autobus degli orrori.

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