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Anche i gay dicono “no” al Pride: “E’ un carnevale osceno”

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Anche i gay dicono “no” al Pride: “E’ un carnevale osceno”

domenica 10 Marzo 2019 - 08:52
Anche i gay dicono “no” al Pride: “E’ un carnevale osceno”

Le parole utilizzate dal giornalista omosessuale, da sempre critico nei confronti di molte iniziative del mondo Lgbt.

“Il gay pride è un carnevale osceno”. Sono espressioni forti e destinate a far discutere il mondo Lgbt quelle usate da Nino Spirlì. Lo scrittore calabrese, classe 1961, è una delle più importanti firme del giornalismo e del web italiano.

Da anni, ormai, Spirlì ha iniziato a parlare del proprio orientamento sessuale, definendosi più volte “checca” o “ricchione”, rifiutando il comune appellativo di “gay”.

Io voglio essere ricchione. Così come si è busoni in Veneto, finocchi a Roma eccetera… queste non sono parole che devono spaventare. A me a dire il vero a spaventarmi è la parola gay… Io ero ricchione anche quando mio padre stava morendo, ma non ero gay. Gay significa allegro, gay è un’offesa perché significa leggero, gay è una categoria che si usa ma che non è reale perché non rispecchia le singole personalità”.

Ma qualche giorno fa, lo scrittore è stato protagonista di un evento particolare. Alla Mondadori di Milano avrebbe dovuto intervistare il transgender Wladimir Luxuria, in un evento pubblico, ma l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista alla fine non si è presentato. Per Spirlì è stata quindi l’occasione per ribadire le sue posizioni da omosessuale, critico nei confronti di molte iniziative del mondo Lgbt, proprio come il gay pride.

Poteva essere utile nell’America degli anni ’70. In America serviva questa esasperazione del gay pride, ma da noi, in Italia, una terra che è patria di pastori e contadini tutto questo non serve“.

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