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Scendi il cane: no, l’Accademia della Crusca non cambia idea

Voce Contro Corrente

Scendi il cane: no, l’Accademia della Crusca non cambia idea

martedì 29 Gennaio 2019 - 09:19
Scendi il cane: no, l’Accademia della Crusca non cambia idea

No, niente cambio di rotta: dire scendi il cane o siedi il bambino è tutt’altro che italiano e non è davvero accettato dall’Accademia della Crusca.

Il tumulto scatenato dalla nota di Vittorio Coletti, datata 11 gennaio sul sito dell’Accademia, era in effetti giustificato: con le sue parole lo studioso sembrava legittimare la transitivizzazione di questi verbi dicendo che si tratta di modi di dire accolti nell’uso e pertanto non strettamente sconsigliabili.

Una serie di affermazioni che da una parte avevano lasciato a bocca aperta gli italianisti più accaniti e dall’altra aveva fatto esultare gli abitanti di diverse regioni italiane, specialmente del Sud.

Dopo il boom di condivisioni di vari articoli sul tema, il presidente della Crusca Claudio Marazzini si è sentito in dovere di intervenire e di spiegare che no, nessuno aveva cambiato idea.

Semplicemente, con la sua nota lo studioso Coletti ha promosso un errore, facendolo diventare da semplice sbaglio a modo di dire comune. Questo però non significa che i verbi di moto in modo transitivo restino ben lontani dell’italiano formale e siano dei “sorvegliati speciali” che non entreranno mai nei libri di grammatica.

Sì dunque al linguaggio colloquiale, ma guai a dire che si possono usare in senso generale: qualunque studente trovato a scrivere “scendi il cane”, “entra i panni”, “siedi il bambino” dovrà essere immediatamente corretto.

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