Uccisa a coltellate dall’amante, il parroco: “Questa società non sa più distinguere il bene e il male”

di VoceControCorrente

Oggi si sono celebrati a Giardinello, piccolo centro in provincia di Palermo, i funerali di Ana Maria Di Piazza, la 30enne uccisa sabato scorso, 23 novembre, dal suo amante con dieci coltellate, in occasione dei funerali che si sono svolti nella Chiesa Madre.

La donna era al terzo mese di gravidanza. La messa è stata celebrata dal parroco don Claudio Gulino.

«Di fronte e vicende così terribili – ha detto il sacerdote – il silenzio sarebbe più eloquente, ma è un fatto troppo grave e c’è troppa violenza, e le morti di Ana e del suo bambino meritano rispetto. Quello che è successo ci fa riflettere sul fatto che viviamo in una società che non sa più distinguere cosa è bene e cosa è il male. Anche noi credenti ci siamo assuefatti al pensare e al vivere in una società che ha smarrito il senso dei valori e umani che devono essere, invece, alla base della nostra esistenza. Ci stringiamo attorno alla famiglia di Ana, in questo momento di preghiera la affidiamo al Signore».

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La vittima e l’assassino.

Il feretro ha lasciato la chiesa tra gli applausi. «Il fatto che ciò sia successo alla ragazza della porta accanto, deve farci riflettere – ha commentato il sindaco Antonio De Luca – Bisogna urlare ogni giorno il ‘no’ contro la violenza, 365 giorni all’anno. Ma soprattutto bisogna sensibilizzare la società, oggi più che mai».

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